Nonostante la sfiducia del Pd romano e del Campidoglio, e le dimissioni del suo vice Palmisano, giunte nei giorni scorsi, il presidente del VI Municipio Marco Scipioni non molla e continua a restare in sella alla guida della circoscrizione di Tor Bella Monaca e Tor Vergata.
E’ convocata per le 12 di lunedì 13 luglio la conferenza stampa di Scipioni per illustrare tutta la verità sulla vicenda di Tor Vergata e tutte le azioni conseguenti.
“Sono assolutamente trasparente e voglio davvero comprendere le ragioni di un accanimento nei miei confronti- sottolinea il Presidente Scipioni– non ho nulla da nascondere e anzi, credo fermamente che questa occasione possa essere risolutiva per definire la natura politica e particolaristica di chi vuole le mie dimissioni nonostante non vi sia alcuna accusa nei miei confronti. Metto le carte a disposizione di chiunque voglia approfondire. Non ho nulla da nascondere e le portero’ anche a Renzi se necessario”.
Continua quindi il braccio di ferro tra Scipioni e il commissario dem Orfini, che aveva imposto le dimissioni del presidente e, in caso di impasse, la sfiducia in aula da parte del suo partito.
Nei giorni scorsi, Scipioni si è difeso strenuamente: “La relazione del prefetto Gabrielli ha riconosciuto la buona amministrazione del sesto municipio tanto che la fiducia in questa giunta e invariata e anzi rafforzata. Vorrei capire a questo punto il motivo per il quale Migliore non mi voglia incontrare carte alla mano. In sei mesi qui Migliore non s’è mai visto. In questo momento sarebbe giunta l’ora di incontrarci alla luce delle sue affermazioni – aggiunge Scipioni – Nel frattempo lunedì renderò note tutte le carte per sottolineare la trasparenza degli atti politici e dell’operato di questa giunta. La maggioranza e’ con me per sostenere il grande processo di rinnovamento del municipio iniziato con la mia elezione”.
“È logico – prosegue Scipioni – che tali processi possono portare con sé polemiche basate anche sul nulla ma io guido un municipio di 360.000 abitanti, pari all’ottava città d’Italia e non ho tempo per schermaglie di basso cabotaggio che nulla hanno a che vedere con la politica seria e l’amministrazione. Sono cosciente del fatto che eventuali colpi di testa porterebbero con loro forti proteste sociali e su questo ho tranquillizzato tutti coloro che vogliono intraprendere iniziative di solidarietà”. “Sono comunque a disposizione – conclude Scipioni – del commissario Orfini, al quale sono sicuramente giunte notizie infondate e sull’emotività di accelerare il processo di rinnovamento ha preso decisioni repentine per il bene del Pd, per qualunque chiarimento . Sono altresì disposto ad arrivare fino al premier Renzi per dimostrare la verità dei fatti e la bontà della mia amministrazione”. Il primo passo indietro, intanto, è stato quello di Daniele Palmisano, vicepresidente del VI Municipio e assessore al Bilancio e al Commercio. “Il mio è un ruolo politico, a differenza del presidente non sono stato eletto dai cittadini, quindi è giusto seguire le indicazioni del mio partito e per questo motivo ho scelto di dimettermi dal Consiglio del Municipio – è il commento di Palmisano -. Se il commissario del mio partito chiede le dimissioni del presidente io non posso che prenderne atto e accettare queste indicazioni lasciando l’incarico che ho ricoperto fino ad oggi. Non ci vedo nulla di male o di sconvolgente, in Italia probabilmente siamo solo poco a abituati ad un politico che si dimette lasciando una poltrona”. Ma su Tor Vergata, Scipioni conferma la sua buona fede: “Ho provveduto io per primo a far eseguire controlli da parte della Polizia Municipale in loco per verificare tutte le autorizzazioni e a interpellare l’Arpa per i controlli sulle emissioni acustiche. Ho chiesto, inoltre, una verifica interna amministrativa sulle attività poste in essere da tutti i soggetti competenti. Pertanto non ritengo corretta la posizione assunta dal commissario Orfini e dal commissario Migliore nei miei confronti e intendo porre tutte le carte a disposizione dei giornali e della pubblica autorità”. Secondo Scipioni, la sua unica colpa è quella di “non avere padroni”, e questo lo rende un soggetto vulnerabile ma non certo cedevole: “Non intendo retrocedere di un millimetro rispetto alla dimostrazione della mia innocenza e della veridicità dei fatti. Se i commissari del mio partito intendono procedere senza conoscere la verità delle cose, sappiano che io mi opporrò e farò un’opposizione ad oltranza. Nessuno può inventare nulla su di me perché tutto ciò che ho fatto è alla luce del sole”.
