Ladispoli, Vona: "Facciamo chiarezza sulle colonie feline" • Terzo Binario News

Ladispoli, Vona: “Facciamo chiarezza sulle colonie feline”

Set 28, 2014 | Ambiente, Ladispoli

gattiDa un po’ di tempo si sta facendo strada l’idea che i gatti randagi siano la causa del degrado delle città. In particolare a Ladispoli pare che, almeno a detta di una testata locale, si debba fare lo slalom tra i piattini con cui qualcuno provvede a nutrire i gatti. Cominciamo col dire che le colonie feline non proliferano per volontà divina, tantomeno per opera degli animalisti. Ogni anno cittadini “modello” abbandonano solo a Ladispoli centinaia di cucciolate indesiderate. Gran parte di questi cuccioli vengono salvati, presi in cura e successivamente sterilizzati e dati in adozione proprio da quei cittadini “animalisti o zozzoni?” (titolo usato da una testata locale), altri o finiscono sotto le ruote di altri cittadini “modello” o finiscono per contribuire alla proliferazione delle colonie. Quelli più “attenti” li vanno ad abbandonare nelle campagne, “tanto lì vivono in natura!”.

Manca nel cittadino medio la percezione della realtà di questo fenomeno. A Ladispoli ci sono oltre 70 colonie feline censite per una popolazione di almeno un migliaio di gatti. Di questi la maggior parte sono stati sterilizzati a cura delle tanto denigrate “gattare” che oltre a sostenere le spese per nutrirli provvedono a catturali e a farli sterilizzare.

Le colonie feline sono riconosciute e tutelate dalle normative vigenti che chiariscono anche le responsabilità, le competenze e il protocollo da seguire per l’accudimento. I Comuni sono responsabili del randagismo (felino ma anche canino) e devono collaborare col volontariato e sostenerlo. Le ASL hanno il compito del controllo demografico delle colonie attraverso la sterilizzazione. I cittadini volontari (gattari/e) devono mantenere i siti puliti provvedendo alla rimozione di piatti o quant’altro resta dopo che i gatti hanno mangiato, possono lasciare sul posto solo un recipiente con l’acqua.

Per quanto riguarda Ladispoli, ma lo stesso succede nella maggior parte dei Comuni, l’Amministrazione è latitante tanto è vero che il sottoscritto dopo aver lottato, insieme alle Associazioni, contro i mulini a vento ha dovuto alzare bandiera bianca e restituire al Sindaco una delega non delega, in quanto non permetteva alcuna effettiva operatività e possibilità di incidere su abitudini non corrispondenti alle normative. La ASL veterinaria RMF è assolutamente incapace di occuparsi delle competenze di legge. In parte per una gestione a dir poco approssimativa e in parte per l’inadempienza della Regione che dovrebbe fornire le risorse per provvedere alle prerogative funzionali ad essa assegnate proprio dalle leggi regionali.

Le Associazioni e i volontari indipendenti che operano nel territorio fanno quanto è nelle loro possibilità per lottare contro il randagismo. Accudiscono animali abbandonati, li curano e cercano in ogni modo di evitare che finiscano nei luoghi di detenzione. Vanno nei canili a portare un minimo di sollievo ai cani detenuti , si occupano di farli adottare sobbarcandosi spesso anche lunghi viaggi per portarli nelle nuove famiglie. Vanno nelle scuole con progetti educati alla corretta convivenza con gli animali. Tutto questo e altre iniziative per raccogliere fondi, cibo e coperte viene fatto non da entità astratte ma da cittadini, cosiddetti animalisti, che sottraggono, per amore degli animali, tempo e denaro alle famiglie. Non sono eroi e non lo vogliono essere, chiedono solo il rispetto per quanto fanno e la considerazione da parte delle istituzioni, che continuano a sottovalutare l’emergenza randagismo.

Ai cittadini che lamentano problemi di decoro per qualche piattino lasciato qua e là, faccio presente che nella maggior parte dei casi non sono le “gattare” a lasciarli ma altri cittadini mossi da buone intenzioni. In questi casi consiglio di individuare chi lascia sporco e segnalare alla Polizia Locale che ha il compito di far rispettare le norme in vigore sul territorio comunale. Così come andrebbero segnalati i casi di non raccolta delle deiezioni e di cani lasciati liberi in strada o nei giardini pubblici.

Vincenzo Vona