Ussia: "La crisi e i nuovi poveri, cosa fanno i servizi sociali" • Terzo Binario News

Ussia: “La crisi e i nuovi poveri, cosa fanno i servizi sociali”

Feb 12, 2013 | Ladispoli

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Roberto Ussia, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ladispoli

di Gianfranco Marcucci

“Negli uffici dei servizi sociali le richieste di aiuto sono in aumento. Sempre più persone si scoprono povere e sperano, com’è giusto che sia, di trovare in noi la soluzione ai loro problemi. Faticano ad arrivare alla fine del mese e in molti casi non hanno più un sostentamento sicuro. È una richiesta continua di lavoro, casa e beni di prima necessità”. Con queste parole mi accoglie Roberto Ussia, assessore delle politiche sociali del Comune di Ladispoli, a cui avevo chiesto un incontro per parlare di quanto questa crisi stia cambiando concretamente il tessuto sociale della comunità in cui viviamo.

  • Ma chi sono questi nuovi poveri?

“Tendenzialmente posso dire che sono riconducibili a tre categorie. Ci sono i cittadini immigrati che soprattutto in conseguenza della crisi delle costruzioni edilizie si sono ritrovati senza lavoro. Ma non sono solo gli stranieri a vivere questo disagio. Il dato nuovo e per questo più preoccupante è il considerevole aumento di richieste di famiglie italiane. Sono per lo più cittadini che hanno perso il lavoro e dopo il periodo di cassa integrazione e mobilità si ritrovano senza più un reddito garantito e con una famiglia a carico da sostenere. Quello che più preoccupa oltre al numero crescenti di casi è la difficoltà che queste persone hanno a ricollocarsi nel mondo del lavoro cosa che invece non accadeva fino a qualche anno fa. Infine un’altra fascia di popolazione che sta subendo la crisi è quella della terza età. Ci sono tantissimi anziani che a seguito dell’aumento del costo della vita non riescono più a sostenersi solo con la pensione. E questi ultimi sono quelli che mi colpiscono di più. L’altro giorno ad esempio è venuto un signore di 78 anni che fino a qualche mese fa si faceva aiutare dalla madre di 98 anni ma ormai entrambi non ce la fanno più ad andare avanti. Ma al di là dei numeri quello che deve far riflettere più di ogni altra cosa è che non tutti i cittadini hanno la forza di venir a chiedere aiuto in Comune. Ci sono tante altre persone che per vergogna vivono in solitudine questi gravosi problemi”.

  • I tagli imposti negli ultimi anni dal Governo non credo vi abbiano aiutato per fronteggiare questa situazione. Siete stati costretti a diminuire la spesa per i servizi sociali? E più in generale come state affrontando una situazione del genere?

La nostra Amministrazione non ha tagliato. La spesa è rimasta invariata per i servizi sociali. E inoltre tengo a sottolineare che il nostro sforzo è quantitativamente e qualitativamente più ampio rispetto a quello dei comuni limitrofi. Gli strumenti per affrontare queste criticità ci sono e funzionano. È bene che i cittadini di Ladispoli sappiano che il loro Comune mette a disposizione una social card per anziani e bambini, le agevolazioni per luce e gas, l’assegno annuo di € 1.600 per le famiglie con un minimo di tre figli, un contributo per le mamme non lavoratrici, rimborsi per le spese scolastiche e per gli affitti e tanti altri contributi economici specifici. Certo servirebbero molti più soldi per soddisfare completamente i bisogni di una platea di persone che aumenta ogni giorno di più. Io ormai ho l’incubo dei soldi. Ne servirebbero molti di più. Davanti a questo crescente disagio siamo stati costretti a mettere in atto anche strategie supplementari”.

  • E quali sarebbero queste nuove strategie?

“Stiamo operando principalmente in due settori. Il primo è l’ottimizzazione dei servizi. In tal senso l’azione di cui vado più orgoglioso, e che ho messo in atto appena mi sono insediato, è la lotta alle autocertificazioni false. I risultati sono stati sorprendenti. Con l’aiuto della Guardia di Finanza abbiamo scovato cittadini che dichiaravano redditi fasulli ed usufruivano così di contributi che non gli spettavano. Questa operazione senza nessun costo per la comunità è riuscita a ricanalizzare i contributi verso le persone che veramente ne avevano bisogno. Il secondo intervento che stiamo attuando per affrontare in maniera adeguata questa situazione è la ricerca di collaborazione con l’associazionismo locale impegnato in contesti di disagio e di sostentamento verso le fasce più deboli della nostra comunità. Stiamo cercando di collaborare con le associazioni, metterle in rete, offrire un supporto logistico in modo da rendere più coordinati ed efficienti i loro interventi”.

  • Certamente queste idee servono e sono sicuramente importanti. Rimane il fatto che se se il trend rimane questo, in futuro la situazione potrebbe diventare realmente preoccupante. Lei intravvede una via d’uscita?

“I comuni possono fare poco se i governi che si stanno succedendo continuano a tagliare i fondi agli enti locali. Per me una via auspicabile è sicuramente il federalismo fiscale. Mi prenderò qualche antipatia ma ha ragione la Lega Nord. È assurdo che lo Stato ridia ai territorio le briciole di quello che i cittadini versano. Dovrebbe essere ripartita meglio la spesa in modo che non si penalizzino i comuni italiani. Ma la colpa non è solo dello stato centrale. Un altro cambiamento che deve avvenire riguarda i cittadini. Vedo in giro un egoismo sociale impressionante e intollerabile. Chi vive nel sommerso uccide i cittadini onesti. Bisogna che molti cittadini riscoprano realmente la solidarietà sociale e il senso morale. Se no non se ne esce”.

  • Ho sempre pensato che Ladispoli fosse la città dell’accoglienza e dell’integrazione. Le sue parole sembrano contraddire questa mia convinzione?

“Il mio discorso sull’egoismo sociale era di ordine generale e non era riferito assolutamente a Ladispoli. Sono anche io convinto che Ladispoli sia la città dell’accoglienza e della solidarietà. È sempre stato un luogo che ha saputo dare risposte a tutti coloro che l’hanno scelta come luogo per costruirsi il proprio futuro. Ad esempio a Ladispoli convivono tantissime etnie e il loro livello di integrazione è molto alto. E questo perché per me la città si nutre di valori positivi che non hanno permesso l’accentuarsi di fenomeni disgregativi come avviene invece in altre parti d’Italia”.

  • Prima di salutarla, come giudica i servizi sociali di Ladispoli ora che sta alla guida di questo assessorato?

“Debbo dire che i servizi sociali di Ladispoli sono un fiore all’occhiello della nostra città. Questo perché da sempre in questo Comune c’è sempre stata una sensibilità straordinaria verso questo campo. Ad esempio lei lo sa che Ladispoli è un centro d’eccellenza per i disabili? Molte famiglie vengono da fuori a vivere qui per la qualità di queste strutture comunali. E poi sono rimasto felicemente colpito dalla competenza e dall’umanità delle persone che lavorano negli uffici dei servizi sociali. Posso affermare con orgoglio che i servizi sociali del Comune di Ladispoli funzionano nonostante le innegabili difficoltà imposte dai tagli statali e dalla crisi economica ed invito tutti i cittadini che si trovano in difficoltà a venire a trovarci. Un aiuto lo avranno di sicuro”.