La Regione Lazio ha approvato la riforma dei servizi sociali.
Quella che sembra essere una buona notizia, tuttavia, potrebbe diventare una mannaia sugli enti locali.
A denunciarlo l’assessore ai servizi sociale Roberto Ussia il quale ha inizialmente accolto di buon grado la strada intrapresa in regione, ma poi analizzando la legge si è soffermato sulle premesse e sulla struttura della legge scoprendo che la Regione Lazio ha previsto sempre meno finanziamenti e sempre meno risorse per gli enti locali che dovranno provvedere autonomamente a sostenere delle spese.
I comuni, per Ussia, dovranno quindi imparare a cavarsela.
L’assessore Ussia, quindi, dopo l’allarme lanciato negli ultimi mesi per il taglio alle Rsa, torna a tuonare contro la Regione per l’ennesimo taglio a discapito dei comuni, e di conseguenza delle persone più deboli e in difficoltà come anziani e disabili.
Sì, perchè i tagli riguarderanno i finanziamenti ai piani di zona che saranno probabilmente ridotti.
«Il Comune dovrà vedersela con i propri soldi – denuncia l’assessore Roberto Ussia – ma non credo che sia più possibile che tutto resti in capo ai Comuni».
«Ritengo inoltre grave – continua Ussia – che la stragrande maggioranza della politica non abbia detto nulla.
Ho parlato con alcuni consiglieri regionali, ho spiegato le mie ragioni, i miei dubbi, mi sono confrontato ma per me, da solo, come assessore è una battaglia titanica. La politica deve riprendere il suo ruolo, farsi carico di queste battaglie per i cittadini perchè se non lo fa la politica le amministrazioni comunali da sole non possono farcela».
«Stiamo vivendo un nuovo medioevo – commenta l’assessore ladispolano – e per fare un esempio basta pensare alla situazione delle scuole.
Quest’anno abbiamo 104 ragazzi nelle scuole con articolo 104 tra ragazzi più gravi e meno gravi.
Lo scorso anno ne avevamo 90, 14 in meno.
Ma il comune ha sempre le stesse entrate dalla scorso anno, non ha ricevuto ulteriori contributi regionali, anzi, con la nuova legge la regione Lazio sta applicando nuovamente la mannaia».
«Come Comune – continua Ussia – stiamo facendo il possibile per contribuire e compartecipare alle quote, ma non possiamo cavarcela sempre da soli!».
Sembra quindi essere iniziata una nuova battaglia per Roberto Ussia dopo quella per le residenze sanitarie assistenziali.
Una battaglia che sicuramente si protrarrà nelle prossime settimane e che forse, se seguirà le orme della precedente, coinvolgerà tutti i comuni del territorio e del distretto Asl per creare un dialogo o aprire un tavolo di trattativa.
