Non finisce il ‘calvario’ dei residenti di via delle azalee a Ladispoli, nei pressi della stazione ferroviaria. Da qualche giorno, infatti, quel treno che tutta la notte resta acceso, è tornato dove stava prima: al centro della piattaforma, proprio davanti le abitazioni. Pace e sollievo ritrovati, almeno per il momento, dunque, per i residenti di via dei Ciclamini e di via Trieste dopo le segnalazioni dei giorni scorsi (quando Trenitalia, accogliendo le lamentele dei cittadini aveva spostato il treno giù in fondo ai binari) e ritorno del problema per i cittadini di via delle Azalee.
Ora la ‘questione’ è pronta ad arrivare anche in Commissione Trasporti in Parlamento. “La prossima settimana – ha spiegato il consigliere comunale Giovanni Ardita – andremo in Commissione trasporti. Ci rivolgeremo al senatore Aracri, membro della commissione, che ci ha dato la sua disponibilità ad affrontare il problema”.
Intanto in Regione Lazio, il consigliere Santori ha presentato un’interrogazione, a risposta scritta, sulla vicenda:
“Da diversi anni – si legge nel documento – gli abitanti delle zone attigue alla stazione di Ladispoli-Cerveteri, in particolare i residenti in via delle Azalee e nelle strade limitrofe, continuano a denunciare un fenomeno di inquinamento acustico dovuto alla sosta, con il motore acceso, di un treno regionale su uno dei binari della stazione. Tale rumore insopportabile reca un forte disagio alla popolazione locale che riscontra l’impossibilità di dormire perfino con le finestre chiuse. Simili disagi risulterebbero causati dal treno regionale che dalla Stazione di Ladispoli-Cerveteri porta più di 800 pendolari verso Roma. Il frastuono – prosegue il testo dell’interrogazione – dovuto al treno in sosta dalle 22.30 fino alle 7 del mattino seguente, orario di partenza del convoglio, comporterebbe un peggioramento delle condizioni di vita e di salute dei residenti non permettendo loro di riposare durante la notte. Tale problema sembrerebbe causato dalla necessità di avviare i motori del treno e l’impianto di riscaldamento un’ora prima della partenza e ciò comporterebbe la necessità di iniziare il proprio lavoro in anticipo da parte dei macchinisti, i quali ovvierebbero a questa esigenza lasciando il treno acceso dalla sera precedente”.
Il consigliere regionale Santori, con la sua interrogazione chiede al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, “se è intenzione di questa Amministrazione regionale, verificare l’effettiva entità del disagio arrecato alla popolazione che vive nelle zone limitrofe della Stazione di Ladispoli-Cerveteri ed intervenire al fine di eliminare la fonte di inquinamento acustico notturno per garantire ai cittadini interessati un ritorno alla serenità domestica”.
E mentre la politica a più livelli cerca di trovare una soluzione, dal canto loro, i cittadini hanno deciso di presentare un esposto contro Trenitalia per chiedere un incontro urgente con la direzione regionale a Roma e trovare definitivamente una soluzione. Esposto che, stante le ultime novità (il ritorno del treno al luogo originario) dovrebbe essere presentato non solo dai cittadini di via dei ciclamini e di via Trieste ma che dovrebbe coinvolgere anche i residenti di via delle Azalee. “L’unico modo che Trenitalia ha per risolvere definitivamente il problema – ha spiegato il consigliere Ardita – non è quello di spostare il treno, ma di spegnerlo completamente”.
Ma non è tutto. L’interrogazione regionale da una parte, i riflettori puntati da parte del consigliere comunale sulla stazione e sui problemi dei pendolari dall’altra parte, hanno sollevato un altro disservizio, sofferto da anni: la chiusura dei bagni della stazione, la chiusura dopo le 20.30 della sala d’aspetto e la pensilina distrutta dal tornato del 6 novembre 2016 in attesa di essere riparata.
“Nella stazione di Cerveteri-Ladispoli, vengono riscontrati, da anni, anche altri disservizi, in particolar modo la chiusura dei bagni pubblici da oltre 3 anni, la mancata ristrutturazione delle pensiline distrutte dalla tromba d’aria del novembre 2016 – si legge ancora nell’interrogazione – e il problema della chiusura notturna della sala d’aspetto, dove è presente l’unica biglietteria automatica”.
E mentre per la ‘questione’ treni, l’interlocutore principale è Trenitalia, per questi altri aspetti, l’interessato è proprio RFI che avrebbe già fatto sapere come questi interventi richiesti, rientrerebbero nei 5milioni di euro di finanziamento per la riqualificazione della stazione ferroviaria.
