Trasparenza: non solo per i politici, ma anche per i dirigenti. Il Presidente del CC Loddo: "Mia società in perdita" • Terzo Binario News

Trasparenza: non solo per i politici, ma anche per i dirigenti. Il Presidente del CC Loddo: “Mia società in perdita”

Mag 3, 2013 | Cerveteri, Ladispoli

bilancioLa pubblicazione dei redditi degli amministratori è solo il primo passo degli obblighi previsti per gli enti dal decreto legislativo 33 del 2013. Le norme, entrate in vigore il 2o aprile, non hanno fatto saltare di gioia i dirigenti della pubblica amministrazione, dai comuni ai ministeri, dalle scuole alle Asl.

A tutti gli eletti il decreto impone di far conoscere la situazione patrimoniale: redditi percepiti, immobili di proprietà, investimenti, partecipazioni in società. La norma rispolvera e amplia una vecchia legge del 1982, mai applicata. Del tutto nuova invece è l’estensione della pubblicità di queste informazioni «al coniuge non separato e ai parenti fino al secondo grado». Ove gli stessi vi consentano, in caso contrario, viene data evidenza al mancato consenso.

Tali pubblicazioni avvengono entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina e per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato o dell’incarico, salve le informazioni concernenti il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino alla cessazione dell’incarico o del mandato.

Sul sito del Comune di Ladispoli solo alcuni amministratori hanno pubblicato la propria situazione patrimoniale. Dei cinque assessori solo tre hanno reso pubblica la propria dichiarazione (Marco Pierini, Pierlucio Latini e Francesca Di Girolamo), mentre mancano all’appello Roberto Ussia e il vicesindaco Giorgio Lauria. Fra i 16 consiglieri sono sei hanno risposto alla chiamata di trasparenza.

Non è passato inosservata la dichiarazione dei redditi del Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Loddo che ha dichiarato solo 889 euro annui, di cui 471 euro da provenienti da fabbricati e 418 da lavoro dipendente e assimilati. “La mia società immobiliare è in perdita per la crisi del settore e di conseguenza non c’è utile da dividere tra i soci – spiega Loddo – le mie entrate provengono una parte da una proprietà di un appartamento che possiedo a metà con mia madre e una parte dalle indennità da consigliere, che lo scorso anno ancora non includeva gli emolumenti per la carica di Presidente del Consiglio comunale. Io e il sindaco siamo stati i primi a voler pubblicare le nostre dichiarazioni dei redditi – ha spiegato l’esponente del Pd – sono comunque a disposizione delle autorità competenti per qualsiasi controllo fiscale”.

Per i titolari di incarichi amministrativi di vertice e di incarichi dirigenziali, nonché di collaborazione o consulenza vanno pubblicati:
a) gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico;
b) il curriculum vitae;
c) i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attività professionali;
d) i compensi relativi al rapporto di lavoro, consulenza o collaborazione;
e) una dichiarazione concernente i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri; le azioni di società; le quote di partecipazione a società; l’esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società, con l’apposizione della formula «sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero»;
f) copia dell’ultima dichiarazione dei redditi soggetti all’imposta sui redditi delle persone fisiche;

Anche i dirigenti delle società partecipate del Comune pertanto dovrebbero rendere pubblici i propri curriculum e i propri compensi. Nel Comune di Ladispoli mancano all’appello i vertici delle due società partecipate: Francesco Fantozzi e Massimo Sinatti, rispettivamente Presidente e Direttore Generale dell’Azienda Speciale Multiservizi, e Vittorio Valecchi, Amministratore unico della Flavia Acque srl.

La mancata o incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati concernenti “la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico al momento dell’assunzione in carica – si legge nel testo – la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado, nonché tutti i compensi cui da diritto l’assunzione della carica, dà luogo a una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della mancata comunicazione e il relativo provvedimento è pubblicato sul sito internet dell’amministrazione o organismo interessato”.

Per rafforzare il controllo degli enti è stato ideato uno strumento che consente di valutare e comparare i vari siti degli enti, chiamato “Bussola della Trasparenza“. Esso permette ai cittadini di verificare il sito del proprio comune, capire quanto è trasparente sul web, effettuare statistiche in tempo reale, vedere le classifiche; alla pubblica amministrazione di verificare on-line, in tempo reale, il sito della propria PA analizzandone i risultati, confrontarlo con i siti di altre amministrazioni, e agli studiosi e ai giornalisti di scaricare i dati in tempo reale e consultare i contenuti di determinate sezioni.

Nella provincia di Roma sono stati esaminati 112 siti di comuni, di questi finora solo 24 soddisfano l’indicatore di trasparenza. Del comprensorio a nord di Roma figura solo Bracciano soddisfa al 100% i 42 indicatori di trasparenza. Anche il nuovo sito del Comune di Ladispoli ottiene un buon risultato, con 37 parametri rispettati (guarda), tra cui anche la pubblicazione dei redditi degli eletti, che però, come abbiamo visto, è incompleta. Mentre il sito del Comune di Cerveteri soddisfa solo per il 64,29% (27 su 42) gli indicatori.

La Bussola della Trasparenza è in continuo aggiornamento: si spera presto che anche dalle nostre parti segni il giusto orientamento.