Arriva la replica del consigliere Trani all’assessora Mollica Graziano che é intervenuta nel pomeriggio sul caso Jovanotti e sul licenziamento di Alessia Morucci. Di seguito il post affidato al sociale network.
Annaspare, dividere tra “chi ama e chi no”, come faceva #Berlusconi, che però era Berlusconi, appunto. Nell’accumularsi di comunicati delle ultime ore, nemmeno in uno ci chiariscono se questa organizzazione aveva i nullaosta richiesti per legge, scaricando la responsabilità, un po’ a random, sul fratino o su chi (come se si trattasse di spettri informi) diffama. Povera come lettura, disarmante. Quando si va alla ricerca di capri espiatori alla Malaussène qualcosa non torna. Unico risultato: aver fatto una brutta figura. Questa narrazione non convince, in una settimana in cui annoveriamo diversi altri elementi che non convincono: dalla gara sul serbatoio dell’acqua saltata in autotutela fino ad alcune variazioni urbanistiche, passando addirittura per il noleggio di un gruppo elettrogeno per la piazza (visto che non sarebbe stato richiesto per tempo l’aumento del voltaggio necessario). Ritardi e approssimazione, come quella sugli accertamenti della Tari, che proseguono. Quindi l’assessore si informi, ma bene, mentre in città si mormora sull’ingresso in maggioranza (forse proprio nella Lega) di alcuni personaggi che, in campagna elettorale, rappresentavano il male assoluto per gli attuali governanti. A proposito, in che partito sta adesso l’assessore Mollica? Nella Lega della manovra finanziaria che toglie i soldi anche alle pensioni e che delle promesse fatte non ne mantiene neanche una? Ci sbagliamo? Quindi si, c’è da chiedere scusa, certamente. Sarebbe opportuno farlo, cancellando questa arroganza e cominciando magari anche a dare risposte concrete, per esempio sulle motivazioni che hanno portato al licenziamento di Alessia Moricci. Figura garbata, preparata e importante per la vita della nostra Biblioteca (e della cultura nella nostra città). Meno scaricabarile e più risposte. In nome di quella trasparenza che da sempre evocate ma che difficilmente esercitate verso i cittadini.
