Un tasto dolente, quello del sottopassaggio ferroviario ladispolano. Spesso, troppo spesso, teatro di reati e vandalismi, oggetto di controversie e discussioni riguardanti la sicurezza di pendolari e passanti. Dibattiti infiniti, accantonati solo a seguito dell’installazione dell’impianto di videosorveglianza, per lasciare però spazio alle domande. L’investimento ha ottenuto l’esito previsto? Gli atti vandalici sono effettivamente diminuiti? La soluzione si è rivelata definitiva? Lo abbiamo chiesto al Maggiore Sergio Blasi, responsabile della sicurezza urbana e quindi della videosorveglianza cittadina.
- Maggiore Blasi, la domanda principale riguarda sicuramente i motivi che hanno portato all’installazione delle telecamere: perché si è reso necessario montare l’impianto?
“Vari luoghi pubblici della città sono videosorvegliati. Il sottopassaggio è uno dei luoghi che ci è sembrato opportuno sorvegliare, per un mantenimento vero e proprio dei locali, spesso imbrattati o deteriorati, ma anche e soprattutto per la sicurezza di chi ne fa uso. Il sottopassaggio resta aperto anche di notte, quando c’è meno afflusso di gente. Anche a seguito di numerose segnalazioni, abbiamo ritenuto, quindi, che videosorvegliare degli angoli morti avrebbe contribuito alla sicurezza di chi lo utilizza.”
- In termini di utilità, sono stati raggiunti i risultati previsti?
“Sono sicuramente diminuiti gli atti vandalici, e con essi gli interventi di squadre particolari addette a cancellare scritte e murales che imbrattavano i muri, interventi che avevano costi altissimi. Possiamo affermare che tutto il sistema di videosorveglianza, che include Viale Italia, Piazza Rossellini e le varie scuole, oltre ad essere stato utile a molte attività investigative, ha ottenuto esiti positivi nel campo della lotta al vandalismo.”
- Un ultimo punto oscuro riguarda i cartelli che dovrebbero segnalare la videosorveglianza, molti cittadini ne hanno notato l’assenza. Cosa può dirci?
“Allora, i cartelli di videosorveglianza a Ladispoli non esistono. Questo perché l’installazione degli impianti è legata ad una legge particolare, la Legge sulla Sicurezza Urbana. Per questo non siamo obbligati ad affiggere i cartelli di avvertimento, a differenza dei privati, che sono invece obbligati a segnalare le zone videosorvegliate. Anche se tutto parte da un questione logistica: se mettessimo i cartelli, ad eventuali vandali basterebbe evitare certe zone e potrebbero danneggiare telecamere e cartelli stessi. Non devono sapere dove si trovano le telecamere, anche se poi sono visibili e molti sanno dove sono posizionate.”
Queste le parole del Maggiore Blasi. Le perplessità restano, soprattutto in merito agli atti vandalici – diminuiti, forse, ma mai cessati del tutto – e proprio riguardo la questione dei cartelli, espressamente richiesti da alcuni cittadini: benché realmente l’obbligo d’affissione non ci sia, è utopistico pensare che possano comunque servire da monito?
Sicurezza e trasparenza, spesso, viaggiano insieme. Speriamo che entrambe utilizzino il treno.

