Non sarà il rigetto del patrocinio all’evento chiesto e rigettato dal comune a fermare il convegno di Raffaele Cavaliere.
Ad annunciarlo è il diretto interessato che farà comunque richiesta dell’aula consiliare previo pagamento dell’affitto. A confermare l’intenzione di andare avanti anche la lettera, sempre a sostegno della campagna contro le vaccinazioni, della dottoressa in psicologia Martina Marino, che dovrebbe essere una delle relatrici al convegno.
Di seguito una sua nota sul tema no vaccinazioni.
Considerazioni generali sulle vaccinazioni obbligatorie per 10 malattie, al fine di garantire l’accesso a scuola della popolazione che va dagli 0 ai 16 anni, secondo l’imminente conversione del DL Lorenzin in legge, entro il termine massimo del prossimo 6 Agosto. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a seguito del preoccupante calo delle coperture vaccinali e delle conseguenti epidemie, utilizzava lo scorso 19 Maggio 2017, lo strumento governativo d’urgenza al fine di tutelare la popolazione italiana da eventuali recrudescenze e ripristinare i tassi di immunizzazione adeguati.
Parte della popolazione italiana, dal Nord alle Isole, continua a protestare da oltre due mesi contro questo DL, rispolverando una coscienza etica e sociale che non si vedeva più dai ‘70, senza precedenti storici, in quanto spontanea, apolitica e guidata da principi libertari, considerati demodè da diverso tempo. Migliaia di persone, 60000, solo la parte impegnata attivamente (ormai noti all’opinione pubblica come no-vax), altri non sono che genitori, cittadini e professionisti che denunciano la distorsione informativa che si perpetra attraverso una propaganda di stato messa in atto da tv e giornali, probabile frutto della tristemente nota Legge bavaglio, con tutte le drammatiche ripercussioni che ne conseguono: la frattura dell’ordine sociale tra gli stessi cittadini e tra questi e le istituzioni politiche e sanitarie.
I cittadini hanno iniziato a fare “proprio” il mestiere dei giornalisti, che da questo momento hanno pubblicamente gettato l’onore all’onere, lo fanno guardando le dirette delle discussioni in Senato e in Camera, andando personalmente fuori dai Palazzi della Politica e chiedendo le risposte negate, imparando a verificare le fonti e a reperire le notizie. Ma non su google, bensì dagli stessi enti ufficiali utilizzati dal governo per giustificare misure preventive scriteriate e non contestualizzate (Organizzazione Mondiale della Sanità, Istituto Superiore della Sanità (e relativo bollettino dal sito ufficiale Epicentro, Agenzia Italiana della Farmaco-Vigilanza).
La sola fonte bibliografica in cui si teorizza l’immunità di gregge (“herd immunity”) risale agli anni ’30, essa suggerisce che al raggiungimento di una specifica soglia-percentuale di immunizzazione naturale della popolazione, superiore al 60% dell’intera popolazione, si riuscirebbe a tutelare tutti quei soggetti che rischierebbero, complicanze gravi fino al decesso, contraendo la malattia. Questa teoria divenuta immediatamente il caposaldo della profilassi vaccinale (manipolando l’assunto originario dell’immunità da naturale ad artificiale), oggi è stata ampiamente smentita. L’immunizzazione artificiale non è permanente come quella che causa la malattia, le tecniche d’indagini scientifiche, sempre più avanzate da allora, ci hanno dimostrato che la vaccinazione sta all’ immunizzazione come l’effetto secondario (reazione avversa) sta alla vaccinazione, non è scontato che avvenga ma ne esiste una probabilità. Così il vaccino, utilizzato in misura preventiva, potrebbe essere vanificato sia dai soggetti no responder (quelli il cui organismo non risponderebbe con la reazione immunitaria desiderata) che dalla durata temporale della copertura vaccinale (dai 3 ai 5 anni circa). Servirebbero oggi teorizzazioni diverse per giustificare la profilassi vaccinale in obbligo, rispondendo così a queste nuove considerazioni.
Le uniche analisi farmacologiche dei vaccini oggi in commercio, ripetibili e ripetute, dimostrano che essi sarebbero inquinati, tra l’altro esiste anche una nutrita mole di studi internazionali che dimostrerebbe la causalità con le reazioni avverse, comuni e ripetuti in tutto il mondo. Nonostante gli esposti e le denunce agli organi preposti, nessuno ha preso provvedimenti al fine di verificarne la veridicità, ne tantomeno ha intentato cause legali ai professionisti coinvolti, come ci si aspetta da qualunque governo che operi in trasparenza.
Le reazioni avverse, pubblicate da Aifa a seguito del sollecito della Procura di Torino, riguardano il triennio incompleto 2014-2017 e sono state “stimate” in circa 21000, 8000 casi l’anno, del solo vaccino esavalente. All’alba di un’obbligatorietà della mole del DL Lorenzin, non è accettabile constatare come i vaccini che abbiano una maggiore incidenza di reazioni avverse, gravi e permanenti, li dobbiamo scoprire tramite il CDC (la farmacovigilanza statunitense), tra cui figura anche l’anti MPR (anti-morbillo-parotite-rosolia).
In Italia, nonostante decine di sentenze riconoscano gli effetti secondari provocati dalla vaccinazione per MPR non esistono dati pubblici al riguardo, anzi su 14 vaccinazioni, tra obbligatorie e consigliate, gli effetti secondari segnalati e registrati nell’ultimo triennio riguardano la sola vaccinazione esavalente, mancanza gravissima in vista della prossima obbligatorietà.
L’OMS suggerisce delle percentuali di immunizzazioni diverse in relazione alle malattie vaccinabili dell’intera popolazione, al fine di garantirne la scomparsa, non dei soli bambini che sono un 18% di essa, come invece stabilisce questo DL. A questo proposito è interessante notare come l’unica tra le vaccinazioni obbligatorie che non rispetti i parametri indicati dall’OMS sia quella del morbillo, che anziché attestarsi tra il 90 e il 95% è al di sopra dell’85% (continuiamo a parlare solo di popolazione sotto i 2 anni di età), con un significativo aumento di due punti percentuale negli ultimi due anni. Le altre 9 sono o esenti da una percentuale raccomandata in quanto non epidemiche, come il tetano, oppure abbondantemente superiori alle percentuali raccomandate, incluse parotite e rosolia che vengono invece inoculate con il morbillo, nonostante rispondano a raccomandazioni diverse.
Si chiedono risposte istituzionali a questi quesiti perché il silenzio intorno all’atto, ormai meramente fideistico, della vaccinazione, corroborato da noti conflitti di interessi, si presta alle peggiori interpretazioni.
Per sviscerare ulteriormente il tema vi aspettiamo al convegno: “Rischi e pericoli dei vaccini inquinati. Democrazia si, democrazia no” che si terrà Sabato 09.09.2017 alle 16.00 presso la Sala Consiliare di Ladispoli.
Martina Marino
Dott.ssa in Psicologia

