“Mi pareva di aver già chiarito che fra speculazione e sopravvivenza c’è la stessa distanza che corre fra l’est e l’ovest!” Gabriele Fargnoli, capogruppo consiliare Indipendente a Ladispoli, segue con apprensione gli sviluppi dell’inchiesta aperta dalla Procura di Civitavecchia a carico delle attività balneari di camping in via Roma. Una vicenda che rischia di assumere tinte forti in termini di tensione umana e sociale e che desta preoccupazione in Comune.
“Su quei terreni – fa notare Fargnoli – vive gente che può si aver violato norme regolamentari, ma che di certo non ci specula: ci sbarca il lunario. In sostanza una cosa è la tutela dell’Ordinamento e ben altro – aggiunge Fargnoli – è andare a vantarsi di aver scatenato un terremoto che si potrebbe lasciare alle spalle sfollati e sfrattati, che da un giorno all’altro si scoprono senza presente ne futuro.”
A finire sotto eventuale sequestro non saranno né yacht né conti cifrati in Svizzera bensì abitazioni di prima residenza – spiega ancora Fargnoli – piccole attività familiari e beni di lavoro comune. Se c’è un abuso – sottolinea il consigliere – ben venga il ripristino di condizioni di legalità specchiata, ma spararsi le pose sulla pelle del prossimo è di uno squallore desolante”, sottolinea all’indirizzo dei grillini di Ladispoli che hanno rivendicato apertamente la paternità dell’esposto.
“Se quello che davvero si vuole è il rispetto della legalità – attacca Fargnoli – allora ci si può rivolgere alla magistratura senza clamore ne protagonismo.
Ma se invece – conclude il consigliere Fargnoli – si arriva ad autoincensarsi e a gridare ai 4 venti di aver dato il via a quella denuncia allora vuol dire che si sta lucrando su quella vicenda a fini di immagine e vanità di bandiera, e questo lo trovo grave.”
