Ladispoli, ecco le 10 cose da sapere prima di votare il referendum su Piazza Grande • Terzo Binario News

Ladispoli, ecco le 10 cose da sapere prima di votare il referendum su Piazza Grande

Nov 29, 2015 | Ladispoli, Politica

img100E’ giunto il giorno del voto. Alle spalle una settimana di fermento seconda solo alle elezioni comunali ed alla Sagra del Carciofo.

In queste ore su questo progetto per il quale si esprimeranno gli abitanti del quartiere si è detto tutto ed il contrario di tutto. Decine di comunicati pro e contro questo progetto che probabilmente hanno generato un’incredibile confusione nella mente dei ladispolani. Per questo cerchiamo di chiarire le cose che sono oggettivamente vere da quelle oggettivamente false. Prima di tutto si vota dalle 9 alle 20 presso la sala parrocchiale del Sacro Cuore.

Oggi si vota per accettare o no il progetto di riqualificazione dell’ex campo sportivo: FALSO. 
Non esiste un istituto referendario o di consultazione a Ladispoli in grado di impegnare l’amministrazione a fare qualcosa. Il Piano Integrato di Intervento di Piazza Grande è stato infatti già adottato dall’amministrazione comunale con approvazione del consiglio comunale che si è tenuto a fine luglio 2015.

L’esito del voto può cambiare la decisione dell’amministrazione comunale: VERO
L’Amministrazione potrebbe fermare l’iter del Piano Integrato, resta il fatto che la decisione spetta solo all’amministrazione.

L’iniziativa rientra nel progetto di spostamento dello stadio: FALSO
Se fosse vero (e nella lettera indirizzata dal comune ai cittadini sembrerebbe invece proprio così) allora significa che non saremmo di fronte ad una proposta di una società che ha deciso di comprare un terreno agricolo per proporre un intervento, bensì di fronte ad un’operazione nella quale l’amministrazione avrebbe generato un vantaggio ad una ditta in particolare, la quale sapeva già prima che il terreno agricolo acquistato sarebbe nel giro di pochi mesi divenuto edificabile.

C’è la possibilità di presentare progetti alternativi per la riqualificazione della zona: FALSO
Alcune forze politiche ed associazioni hanno presentato dei progetti alternativi a quello di Piazza Grande Srl, proposte che però allo stato attuale delle cose sono irrealizzabili, perché il campo sportivo è già di proprietà di Piazza Grande Srl ed oggi non si può imporre un progetto alternativo ad un soggetto privato. Del resto il piano presentato dalla società è già stato ritenuto valido ed adottato dall’amministrazione.

L’amministrazione in alternativa dovrebbe espropriare il terreno a qualche milione di euro e spenderne altrettanti milioni per costruire una piazza: FALSO
Non è scritto da nessuna parte che il comune deve necessariamente espropriare un terreno. Va detto però che se la Piazza Grande srl, che ha come mission l’edilizia, non potrà costruire su quell’appezzamento perché la destinazione d’uso resta agricola tra non molto tempo avrà invece vantaggio a disfarsene e se lo vendesse il suo valore sarebbe da terreno agricolo la cui stima è quella scritta nell’atto di compravendita, vale a dire 107.000 euro.

In alternativa al piano quel terreno diventerebbe una foresta incolta: FALSO
Per ragioni di igiene e di salute pubblica il comune potrebbe imporre alla Piazza Grande srl di mantenere il decoro di quell’area.

L’operazione genererebbe un incredibile vantaggio economico agli imprenditori della Piazza Grande Srl: VERO
Un’azienda ha tutto l’interesse di operare se ha un vantaggio economico. Se si pensa che una società debba proporre un progetto per rimetterci o per beneficenza siamo sulla strada sbagliata. Va detto però che gli affari dovrebbero essere a portata di diversi soggetti mentre a Ladispoli, soprattutto con i piani integrati i benefici vanno spesso in direzione delle solite famiglie. L’amministratrice di Piazza Grande srl sarebbe infatti Luigina Ruscito, sorella del consigliere d’opposizione Piero Ruscito (che in un manifesto tra i diktat per un appoggio alla maggioranza scriveva appunto “Delibera approvazione proposte di privati per opere di pubblico interesse”) e madre di Andrea Fedeli, che come amministratore della Vistamar  nel 2012 si vide approvato un altro piano integrato per un’area di dimensioni simili a quella del campo sportivo in via Vilnius, piano che ad oggi non ha ancora prodotto l’immobile destinato al comune dove verrà ubicato il comando della polizia locale, per il quale i cittadini di Ladispoli temporaneamente stanno pagando un salato affitto in via delle Azalee.

L’area del campo sportivo era pubblica ed è stata invece venduta a privati: FALSO
Se la questione è posta come sopra la risposta è falso. Non sembra infatti esserci un atto in cui si dice che quell’area era di proprietà pubblica. Va però detto che i Marescotti cedettero, in tempi in cui bastava anche solo una stretta di mano, quel terreno di loro di proprietà per dare alla città un luogo per giocare a calcio. Qualche decennio dopo con procedimento legale la US. Ladispoli ha fatto sua la proprietà per usucapione e pochi anni dopo ha venduto quell’area alla Piazza Grande Srl. I proventi di quella compravendita sono andati a tappare dei debili che la società sportiva aveva con l’erario. La US. Ladispoli ha potuto fare questo in forza del fatto che l’amministrazione nel frattempo stava costruendo un nuovo stadio altrimenti avrebbe rischiato di giocare il campionato a Piazza Rossellini.

La consultazione è studiata in maniera tale da evitare una partecipazione larga di persone: VERO
Seppure si tratti di un punto per il quale siamo nel campo delle opinioni, va detto che restringere la cerchia dei votanti a coloro che hanno odiato per anni la presenza dello stadio è in sostanza come ammettere al voto ad un referendum sul divorzio solamente le coppie in crisi in procinto di separazione. Va detto inoltre che mentre nel piano integrato l’intervento è contestualizzato al quartiere Cerreto l’ambito dei votanti è ancora più ristretto.

La consultazione è stata decisa in maniera unilaterale dall’amministrazione: VERO
Non sembra essere stata concordata con nessuno dei portatori di interessi per il NO alcuna decisione organizzativa. L’amministrazione ha comunicato con pochi giorni di anticipo la data, il luogo, il quesito e l’alternativa in caso in cui il progetto non venisse approvato. La lettera di invito alla consultazione riporta solamente i punti positivi del progetto. La sede del voto è una sala parrocchiale in una parrocchia in cui il Parroco ha scritto al sindaco per ringraziarlo del progetto invitando i fedeli ad appoggiare il SI. L’amministrazione indice e vigila sullo svolgimento della consultazione e l’invito a prendere una delle due posizioni non arriva a nome di partiti politici ma della stessa amministrazione. Democrazia 3.0?

Perché la Piazza Grande Srl, principale portatrice di interesse di tutta la vicenda, non sta mettendo bocca in questa “campagna elettorale”, mentre l’amministrazione comunale si sta spendendo a tappeto per il SI, curando anche l’interesse della società? Questo non chiedetelo a TerzoBinario.it,  semmai all’amministrazione comunale.