Giovedì in consiglio comunale si è scritta un’altra pagina nella storia del rapporto fra comune di Ladispoli e Consorzio di Marina di San Nicola. Con una delibera approvata a larghissima maggioranza, con la sola astensione del consigliere Agostino Agaro, la massima assise cittadina ha preso atto della conclusione della Convenzione sorta nel lontano 1967 e della “consequenziale cessione delle opere al Comune di Ladispoli”.
Secondo Agaro il consiglio comunale avrebbe già dovuto imporre alla giunta di ordinare la cessione delle opere, ma con la delibera approvata ieri questa verrebbe prorogata di oltre sei mesi.
Infatti, come relazionato in aula dal primo cittadino, la cessione delle opere avverrà entro il 31 dicembre 2016 dopo una serie di atti prodromici a quello definitivo.
“Nel momento in cui il 1 gennaio 2017 la proprietà delle opere sarà del comune di Ladispoli quale sarà la loro modalità di gestione? E’ una questione a cui inizieremo a dare risposte già nei prossimi mesi”- ha detto il sindaco Crescenzo Paliotta.
La maggioranza dei consorziati sarebbero favorevoli ad una forma di prosecuzione del rapporto che, però, è ancora tutta da definire.
“Il nostro interesse – ha poi spiegato Paliotta – è mettere insieme tre cose: il livello dei servizi di San Nicola, la sostenibilità finanziaria da parte del Comune e la sostenibilità finanziaria da parte dei consorziati.”
Uno dei nodi sarà appunto la scelta di dare continuità o meno ad una gestione autonoma e separata delle opere di S.Nicola rispetto al comune di Ladispoli. Una soluzione ancora deve essere trovata e non sarà certamente facile coniugare gli aspetti tecnico-giuridici al mantenimento di un certo livello dei servizi.
“Ritengo, per serietà, difficile passare dallo schema di un consorzio a natura obbligatoria allo schema di un’organizzazione volontaria senza il senso di responsabilità e buon senso da parte di tutti”, ha riconosciuto il consigliere Pd Giuseppe Loddo.
Altro nodo sciolto definitivamente ieri dalla dichiarazione del sindaco è quello relativo alla sede consortile.
“E’ stata costruita su un’area pubblica e passerà a titolo gratuito al comune – ha detto Paliotta – a prescindere dal rapporto futuro rimarrà sempre una struttura pubblica al servizio di quella zona”.
Tutt’altro che chiusa invece la partita relativa agli attuali dipendenti del Consorzio. Parliamo di una dozzina circa di persone che rischiano di perdere il loro posto di lavoro se non si troverà una forma adeguata per mantenerli al servizio dell’ente. Non tutti all’interno dell’Amministrazione sono ottimisti su questo punto.
“Per quanto riguarda i dipendenti – ha spiegato Paliotta- la soluzione che noi proporremo sarà quella di una realtà gestionale che conti sugli stessi dipendenti e non faccia perdere posti di lavoro. C’è l’interrogativo dell’acquedotto che riguarda tutti quelli del Lazio e del comprensorio. Nel momento in cui la regione dovesse disporre, col commissariamento, il passaggio di tutti gli acquedotti della Regione Lazio agli Ambiti Territoriali Ottimali tutti gli addetti alle reti idriche passeranno come dipendente degli ATO.”
