Ladispoli Città sul rimpasto: "Sono bastate 48 ore per lasciare tutto com'era" • Terzo Binario News

Ladispoli Città sul rimpasto: “Sono bastate 48 ore per lasciare tutto com’era”

Nov 23, 2018 | Ladispoli, Politica

“#48 ore, tanto è bastato al #SindacoGrando per lasciare tutto cosi com’era. Dietro all’azzeramento di martedì scorso, infatti, si può scorgere l’inefficacia dell’anno e quattro mesi della sua amministrazione. Parliamo dei fatti: il sindaco dapprima avanza l’azzeramento di tutti gli incarichi su delega e lo fa alla vigilia di appuntamenti importantissimi per la città, lasciando così intravedere l’ipotesi di un atto dal significato politico, di autocritica e rilancio di un meccanismo amministrativo che no, non funziona. 48 ore dopo, invece, Grando lascia tutto così com’era, apparentemente impossibilitato a compiere una qualsivoglia scelta: debole, impantanato in una serie di equilibri incomprensibili, sempre più ostaggio dell’immobilismo dell’esecutivo.

Dopo aver perso Falasca – congedato da assessore con una foto al ristorante ma senza ringraziamenti per il lavoro svolto da delegato (divertente, senza dubbio, ma completamente inefficace ai nostri occhi) il Sindaco lascia le deleghe senza un titolare e le arroga a sé insieme a tante, troppe altre competenze; come se mancassero le professionalità per decentrarne la gestione.

Per #Fioravanti, consigliere già oggetto di diverse indagini, si consuma una sorta di gioco delle “tre carte”, con un finto passo indietro del Sindaco riguardo i suoi incarichi: Grando gli toglie edilizia residenziale pubblica, project e partenariato pubblico e privato ma gli attribuisce le deleghe all’acquisizione di nuove aree al patrimonio pubblico e all’efficientamento delle risorse. Così, se questo incomprensibile e silenzioso “rimpastone” di fine autunno doveva servire almeno a togliere qualche castagna bollente dal flebile fuoco dell’amministrazione, neanche questo obiettivo sembra essere stato raggiunto.

Nell’ “azzerare tutto perché nulla cambi”, oltre a fantasiosi post sui social da parte di alcuni consiglieri in cerca di una plausibile giustificazione da rifilare ai cittadini, abbiamo assistito addirittura alla pubblicazione di una doppia delibera d’incarichi perché, nella fretta di rimettere le carte al proprio posto, l’amministrazione si era dimenticata d’inserire in elenco cinque deleghe esterne.

L’aspetto più grave, però, è che questo gioco d’equilibrio si consuma in giorni complessi per Ladispoli, quelli in cui ACEA rivendica diritti sul nostro servizio idrico con conseguenze devastanti per la partecipata Flavia Servizi sul piano occupazionale e aziendale; il project della nuova Caserma suscita dubbi che superano i confini di Ladispoli; a Scuola oltre all’assenza di una mensa adeguata si lamenta la pericolosa presenza di topi; l’asfaltatura delle strade viene preceduta dalla cassonettatura che ancora, da cittadini, non sappiamo quanto ci costerà. L’elenco potrebbe continuare ma ciò che stupisce è vedere il Sindaco del grande cambiamento intento a “giocare” più che ad amministrare. Se poi si tratta del gioco dell’oca (un passo avanti e tre indietro) o del Monopoly (basti guardare quel che accade tra via LaSpezia e via Palermo) lasciamo a voi deciderlo. Di certo non è divertente. Così come non lo è affatto che diversi consiglieri di maggioranza giochino con i diritti, con le scelte individuali delle persone, dando vita a improbabili e dannosi dibattiti sul gender, i vaccini, le scie chimiche e i crocifissi nei luoghi laici.

Così, ciò che rimane (almeno finora) di questa amministrazione sono gli atti con cui la giunta si è aumentata gli stipendi, quelli di dubbia legittimità con cui ha deciso d’intitolare una piazza ad un firmatario delle leggi razziali e quelli, davvero incomprensibili, con cui ha scelto di rendere Ladispoli più sporca e meno decorosa. L’azione politica è determinata da scelte e se questa è la “linea Grando” crediamo che, dopo un anno e quattro mesi, più di un finto rimpasto sarebbe necessario un bilancio serio, al netto degli annunci e del rimpallo delle responsabilità su decisioni e azioni che riguardano chi le compie e non altri e diversi soggetti. I cittadini hanno già iniziato a farlo, ora tocca agli amministratori”.

Movimento Civico Ladispoli Città