“Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?” (fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?), tuonava Cicerone di fronte al Senato romano in adunanza presso il tempio di Giove Statore.
Dopo il 16 maggio, constatata la miserrima affluenza alle urne in occasione delle elezioni del Consiglio comunale dei Giovani di Ladispoli e letto il comunicato entusiasta del delegato alle politiche giovanili Stefano Fierli, la pazienza della sinistra giovanile e del Pd di Ladispoli sembra essersi esaurita.
Basta scorrere gli articoli pubblicati sulla nostra e sulle altre testate giornalistiche del territorio nei giorni precedenti alle elezioni per leggere la cronaca di un flop annunciato, in cui i ritardi e le intempestività sul fronte comunicativo hanno fatto il paio con un’incapacità crescente di coinvolgere i giovani nella vita politica e amministrativa della città. Ciò non secondo Fierli che, nel porgere gli auguri di rito ai neoeletti, ha battezzato quella del voto come “una importante giornata per i giovani della città”.
Ad esprimere una considerazione di ordine ben diverso è stato Andrea Zonetti, attuale segretario Pd di Ladispoli, fra i principali promotori dell’organo rappresentativo giovanile fin dalle prime elezioni nel 2008, quando ricopriva proprio l’incarico di delegato alle Politiche giovanili:
“Al di là degli auguri di buon lavoro a cui mi unisco, penso che la Politica locale si dovrebbe interrogare sulla scarsa affluenza al voto dei giovani di Ladispoli mettendo a confronto questi dati con quelli di tre anni fa” ha dichiarato Zonetti.
Nella precedente tornata del gennaio 2012 furono, infatti, 682 i voti espressi, con un’affluenza alle urne di circa il 15%, in netta crescita rispetto al 10,6% del 2008, quando erano stati 479 i giovani a recarsi al voto su 4524 aventi diritto. Ma il record negativo è tutto di quest’ultimo giro che, con soli 128 votanti su 4461 aventi diritto, ha visto crollare l’affluenza a meno del 3%.
“Il disinteresse dei giovani nei confronti delle Istituzioni è un dato certamente molto preoccupante – ha continuato Zonetti – e forse è dovuto, oltre che a un’evidente crisi di valori, anche a uno scollamento tra i giovani e la Politica, sia a livello locale che nazionale, che ad oggi non sa dare risposte alle domande e ai bisogni che provengono dal mondo giovanile. Come PD di Ladispoli ci impegniamo fin da subito a cercare di aprire un dialogo con i nuovi eletti e al contempo chiediamo al Sindaco, agli Amministratori comunali e alle forze politiche di effettuare un approfondimento della questione giovanile locale e di ripensare le linee amministrative delle Politiche giovanili cittadine, alla luce delle nuove istanze che provengono dalle giovani generazioni.”
In linea con un auspicato ripensamento “delle linee amministrative delle Politiche giovanili cittadine” è intervenuto anche il vicepresidente uscente del Consiglio Comunale dei Giovani, Ion Marian, che non ha esitato a richiamare il delegato Fierli alle sue specifiche responsabilità, chiedendone esplicitamente le dimissioni:
“In qualità di Vicepresidente uscente del Consiglio Comunale dei Giovani – ha dichiarato – in questo ultimo periodo ho osservato con molta attenzione l’evolversi di questo organo. Prima di tutto voglio esprimere la mia profonda delusione verso il delegato alle politiche giovanili. Credo che sia una persona inadeguata per poter essere il rappresentante dei giovani nell’amministrazione. Una delega simile ha bisogno di entusiasmo e molta buona volontà. Il delegato dovrebbe essere una locomotiva, il motore trainante. Spesso invece ho assistito ad episodi dove il delegato doveva ricevere la spinta propulsiva nello svolgere quello che rappresenta l’ordinaria amministrazione di un impegno che lui ha voluto e per il quale ha fatto pesare il suo ruolo di consigliere comunale.”
Questione di numeri, alzate di mano ed equilibri delicati, dunque, che se inducono chi amministra a chiudere un occhio, non possono farli chiudere entrambi a chi è amministrato.
“Basti vedere come sia stato io a ricordargli che il nostro mandato era scaduto – ha insistito Marian – e che era il caso di avviare le procedure per indire le nuove elezioni. Trovo che questa grossa mancanza abbia influito molto sui risultati finali, dato che reputo un fallimento l’esito delle elezioni. Sarà che in passato sono stato abituato a collaborare con delegati alle politiche giovanili con una preparazione politica leggermente superiore, ma reputo l’operato dell’attuale delegato altamente insufficiente. Oggi abbiamo un Consiglio comunale dei Giovani ai minimi storici, una consulta alle politiche giovanili inoperativa, motivi per i quali credo che il Delegato debba fare un passo indietro”.
Nonostante i malumori in casa dem, dopo una votazione andata deserta, ancora non è giunta alcuna risposta alle critiche da parte del delegato, né tanto meno il Sindaco Paliotta si è mai espresso sul tema. Se l’assordante silenzio perdurasse persino dopo l’insofferenza qui espressa da esponenti delle forze politiche di maggioranza, l’assenza di una risposta sigillerebbe una certezza: che se si intende continuare con un delegato fantasma si potrebbe far scomparire anche la delega.


