Ladispoli candida Flavia Acque alla gestione di un nuovo Ato al posto di Acea • Terzo Binario News

Ladispoli candida Flavia Acque alla gestione di un nuovo Ato al posto di Acea

Set 26, 2017 | Ladispoli, Politica

Se la Regione Lazio desse il via alla ridefinizione degli ambiti idrografici, il Comune sarebbe pronto a candidare la Flavia Acque per la gestione del nuovo ambito che andrebbe dalla zona dei colli ceretano-sabatini ai comuni della costa (Fiumicino). La partecipata al 100% del comune, per il delegato al servizio idrico del comune di Ladispoli, Filippo Moretti “è efficiente e dà servizi a basso costo e di buona qualità”. Insomma: Ladispoli ad oggi ha dimostrato di sapersela cavare a prescindere da Acea.

Si è visto in estate, quando l’approvvigionamento da parte della Spa si è notevolmente ridotto rischiando di mandare al collasso il servizio idrico, soprattutto nei fine settimana e nel periodo di maggior afflusso di turisti sul territorio. Un collasso che si è evitato con lo sfruttamento al massimo delle fonti a disposizione e con l’attivazione di un dearsenificatore che, anche senza l’acqua di Acea, ha permesso di miscelare le acque delle sorgenti eliminando l’arsenico in più. Dunque perché non pensare di affidare proprio alla Flavia Acque il compito di gestione del servizio idrico in un nuovo possibile ambito territoriale. La legge regionale c’è, approvata dal consiglio regionale. Basterebbe solo applicarla. “La ridefinizione degli ambiti idrografici – ha spiegato Moretti – è un’ipotesi percorribile. Gli Ato erano stati disegnati diversi anni fa non sui bacini idrografici, ma hanno avuto dei confini politici, sostanzialmente quelli delle province”. Disegno privo di senso, dal punto di vista tecnico. Con la ridefinizione degli ambiti, guardando ai bacini idrografici di appartenenza, i comuni potrebbero unirsi in consorzi e continuare a gestire “in house” ma in consorzio, il servizio idrico locale. E la Flavia Acque che ha dimostrato di sapersela cavare egregiamente nel periodo di massimo afflusso, che “dà servizi a basso costo e di buona qualità” potrebbe detenere la gestione di questo ambito.  

Solo con un’azione concreta della Regione Lazio potrebbe definitivamente sparire lo ‘spauracchio’ di Acea, nonostante il Comune di Ladispoli abbia deciso di opporsi anche alla sentenza del Consiglio di Stato. “Abbiamo dato mandato ai legali – ha spiegato Moretti – anche se sappiamo di non avere grandi possibilità di riuscire, ma sentiamo di doverlo fare per dimostrare che il Comune ci tiene a mantenere la gestione diretta del proprio acquedotto, la distribuzione dell’acqua ai cittadini con dei costi molto bassi e, se paragonato a qualunque comune del circondario è altamente efficiente. Queste particolarità molto favorevoli – ha proseguito Moretti – sparirebbero se finissimo sotto Acea. Basta andare a Cerveteri e ci si rende conto che il servizio è di tutt’altro genere”. In attesa che la Regione prenda una decisione (il comune dal canto suo solleciterà i vertici della Pisana per ridefinire gli ambiti territoriali), l’amministrazione comunale andrà a parlare con Acea “per cercare di capire se il passaggio può essere procrastinato”.