La piallatura del Dies • Terzo Binario News

La piallatura del Dies

Nov 26, 2020 | Civitavecchia, Politica

Le passioni non si possono frenare, le passioni devono avere libero sfogo, le passioni hanno il dovere morale di essere espresse in tutte le loro sfaccettature, le passioni si assecondano; chi mi conosce sa della mia (nemmeno tanta nascosta) passione per il Calcio, oggi mi diverte molto meno, ma da giovane era una malattia in tutti i sensi.

Avete presente il libro/film di Nick Hornby “Febbre a 90º”? Ecco io ero un tifoso di quel genere li, sempre stato milanista dai tempi di Rivera e Albertosi (giocavo in porta), sempre appassionato ai grandi Campioni quelli veri, mica quelli di adesso, passavo le settimane in attesa della Domenica, si giocava solo la Domenica, e la settimana si discuteva, ci si accapigliava, si toglieva il saluto al tifoso avversario di turno.

Negli anni ’80 si iniziò a parlare insistentemente di un argentino “FENOMENO”, DiegoArmandoMaradona un sinistro che delizia i palati sopraffini, giornalisti e cronisti di tutto il mondo lo osannavano, il mondiale del ’78 nell’Argentina di Videla lo saltò perchè troppo giovane a detta del ct Menotti, quello dell’82 lo fece da stella acerba, incontrò sulla sua strada il nostro mastino Gentile e l’Argentina non era ai massimi livelli.

Continuavo a seguirlo sui quotidiani sportivi, il Barcellona se lo teneva stretto fino a quando un intervento killer del difensore Goicoechea rischiò di interrompergli la carriera.
Nell’84 Ferlaino lo portò a Napoli e non vedevo l’ora di vederlo giocare dal vivo, caso volle che nell’estate di quell’anno stavo in campeggio a Piancastagnaio a due passi da Casteldelpiano sede del ritiro estivo del Napoli, occasione ghiottissima.
Lo vidi fare cose incredibili con quel piede sinistro, il pallone lo gestiva come un latin lover seduce una donna, punta, tacco, collo, esterno, caviglia, il pallone restava incollato al piede manco fosse una sua proprietà.
Accanto a lui tutti diventavano campioni, resto dell’idea che è stato l’unico al mondo a poter vincere le partite da solo, anche con una squadra di brocchi.
Vinse campionato, coppe, Coppa del mondo, ovunque si parlava di lui e della sua sregolatezza che accompagnava il fottutoimmensogenio.
Poi il declino che qui non voglio nemmeno ricordare, il suo essere contro i poteri costituiti, la Fifa, li Stato, l’evasione fiscale, la cocaina, la sua coorte che ha fatto e disfatto un campione.
Troppo piccolo per essere talmente grande Diego non ha mai mollato un centimetro, nel bene e nel male, la sua amicizia con Fidel Castro, lui che veniva da uno dei quartieri più poveri al mondo ha sempre avuto un occhio di riguardo per chi se la passava male, al tempo stesso faceva cazzate incredibili, era El Pibe De Oro nonostante tutto.
L’ho visto in campo, ho ammirato il suo unico inconfondibile tocco di palla, la sua imprevedibilità.
Sono stati scritti infiniti articoli su di lui, è stato detto tutto e il contrario di tutto, oggi mi piace ricordarlo solo col numero 10 sulle spalle, forse il vero NUMERODIECI della storia del calcio, stasera mi guarderò qualche sua azione, qualche suo gol, temuto e rispettato da tutti i suoi avversari calcistici, chi come me l’ha ammirato pur essendo avversario sa bene che Diego era ed è patrimonio mondiale del calcio non ha squadra nè colore, nè bandiera: Maradona è di tutti.
Riguardo il secondo gol dell’Argentina contro l’Inghilterra nei mondiale ’86 e penso che si: è il più bel gol della storia del calcio, Gary Lineker attaccante inglese ebbe a dire:
“Quando Diego segnò il secondo goal contro di noi mi sentivo applaudire come mai mi era capitato prima, ma è la verità. E’ il più grande calciatore di tutti i tempi e di tanto. Un vero e proprio fenomeno.”
PUNTO!

Enrico Paravani