E’ stata avviata un’inchiesta per capire se ci sono delle responsabilità oggettive circa l’incidente che ha portato alla morte del giovane Daniele Nica avvenuta nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio sulla statale Aurelia a Ladispoli.
Un incidente che si poteva evitare e che la famiglia non ci sta a derubricare come una fatalità. Sono tanti infatti gli elementi che non tornano e per i quali sembra che la magistratura abbia deciso di volerci vedere chiaro.
Daniele Nica la sera dell’incidente era appena tornato dal lavoro. Il giovane, che frequentava l’istituto alberghiero, durante l’estate svolgeva saltuariamente dei lavori di servizio sala. Un’attività che gli consentiva di coltivare e perfezionare la sua passione, che lo aveva portato a scegliere quell’indirizzo scolastico.
I genitori di Daniele, Marco e Katia, seguivano molto il loro figlio e per questo partecipavano con amore anche alle sue passioni ed interessi. Sono stati proprio loro nel pomeriggio di venerdì ad accompagnarlo ad Anguillara al lavoro. Lì avrebbero affidato Daniele e, come sempre, aspettato di sapere quando era il momento di riprenderlo o semmai affidarlo a qualcuno di fiducia che lo accompagnasse a casa. Quella sera Marco e Katia aspettavano infatti una notifica da Daniele, o da chi doveva seguirlo in quanto minore. Ma i genitori quella notte non hanno avuto notizie se non quella tragica della sua morte.
L’orario dell’incidente, che sarebbe avvenuto intorno alle 2, si colloca in un arco temporale nel quale Marco e Katia pensavano ancora che loro figlio fosse ad Anguillara. Cosa è successo quindi? Perché non sono stati avvisati che Daniele sarebbe tornato con dei colleghi?
Daniele sarebbe dovuto ritornare a casa ed invece l’auto che lo ha accompagnato, ad insaputa di Marco e Katia, si è diretta al Pinar, sull’Aurelia. Del fatto Daniele non sarebbe riuscito ad avvisare i genitori forse perché aveva perso il telefono. Proprio la ricerca del telefono avrebbe intrattenuto Daniele nei pressi della Panda di colore rosso.
I giovani avevano parcheggiato l’auto fuori dalla carreggiata, dove nessuna macchina sarebbe dovuta passare. Ed invece un’auto che sopraggiungeva, per cause del tutto anomale, è finita con le ruote fuori dalla carreggiata colpendo Daniele che era dentro. Perché quell’auto guidata da un giovane di Cerveteri, risultato tra l’altro negativo all’alcool test, è andata fuori strada sembra senza lasciare segni di frenata e a velocità non particolarmente sostenuta in un tratto di rettilineo? E’ questa forse la domanda alla quale la magistratura vuole dare una risposta.
Non sarebbe secondo Marco e Katia una fatalità quella che ha strappato loro Daniele, ragazzo assennato e che aveva con loro un rapporto molto affiatato. Daniele era un ragazzo che informava i suoi genitori di ogni spostamento e non avrebbe avuto motivo di andare senza preavviso al Pinar. Ci sarebbero quindi una serie di responsabilità da appurare per dare una spiegazione a quanto avvenuto quella sera.
Restano in attesa di risposta alcune domande. Perché Daniele sarebbe stato affidato a dei colleghi senza avvisare la famiglia? Perché quell’auto è finita fuori strada colpendo Daniele, considerando che il conducente non era in condizioni di alterazione? Delle responsabilità a vario titolo dovranno essere accertate proprio da questa inchiesta.
