Inaugurati e abbandonati: i giardini di via Claudia fra vandali e incuria • Terzo Binario News

Inaugurati e abbandonati: i giardini di via Claudia fra vandali e incuria

Ago 3, 2013 | Ladispoli, Senza categoria

Sono stati aperti al pubblico da poco più di un mese, con considerevole ritardo, e già sembrano essere stati abbandonati al proprio destino. Si parla dei famigerati giardini di via Claudia. Come se non bastassero, infatti, i numerosi atti vandalici che ne hanno contraddistinto il percorso di riqualificazione fin dall’inizio dei lavori, l’area verde del quartiere Caere Vetus sembrerebbe ora vittima anche dell’incuria.

Eravamo in giugno quando iniziarono le segnalazioni: alberelli sradicati, furto di piantine, lampioni e punti luce danneggiati. Il delegato di quartiere, Franco Orefice, si espresse in questi termini: “Invito tutti i cittadini al massimo rispetto e cura dell’opera, visti gli ultimi episodi di vandalismo, per garantire un uso piacevole a chiunque voglia passeggiare liberamente e sostare lungo il percorso dei giardini. Spetta ad ogni cittadino il far sì che  che quanto di buono fatto dall’amministrazione venga conservato e non deturpato, essendo la città patrimonio di tutti”.

Parole apparentemente ignorate, dai cittadini come dall’amministrazione. La situazione resta immutata. Anzi, peggiorata. Ai lampioncini divelti e alle piante sradicate si è aggiunta un’erba alta, non curata. Alcune transenne e un bagno chimico, evidentemente utilizzati all’epoca dei lavori, si trovano ancora dove erano stati lasciati, in mezzo al verde pubblico. Un peccato, considerata l’importanza del progetto e soprattutto il costo dei lavori – 560.000 euro di finanziamento regionale e quasi 60.000 dai fondi comunali.

Il contesto dei lavori pubblici ladispolani vive un momento delicato, con l’ormai ex delegato Nicola Moschetta dimessosi lo scorso 7 luglio e con la sua carica attualmente vacante, ricoperta ad interim dal sindaco Crescenzo Paliotta. Abbandonare a vandalismo ed incuria quanto di buono già fatto, però, potrebbe rivelarsi ben più grave del ritardare un’inaugurazione.

Le foto di Fabio Fantozzi.

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