E’ stato presentato dall’onorevole Fabrizio Santori un ordine del giorno collegato alla Proposta di Legge n. 276 del 7 luglio 2015 concernente: “Modifiche alla legge regionale 4 aprile 2014, n. 5 (Tutela, governo e gestione pubblica delle acque) e successive modifiche”.
“Credo sia opportuno – ha dichiarato l’onorevole durante la seduta del 30 settembre – che il Presidente della Giunta, tramite l’Assessore competente, possa convocare un tavolo tecnico con tutti gli enti competenti, assicurando la costante informazione alla cittadinanza in merito a tutte le questioni che riguardano Marina di San Nicola e la situazione, anche per prevenire le questioni che sicuramente saranno riproposte quest’estate nella zona; a sviluppare un nuovo Piano generale degli acquedotti (questo è rivolto direttamente all’assessore Refrigeri), previsto da una legge del 1963, addirittura, modificata nel 1966. È un Piano generale degli acquedotti fermo al 2004, e serve a determinare un più puntuale e oggettivo fabbisogno idrico per la regione Lazio”.
“Ogni anno – ha continuato Santori – il Consorzio è costretto, vista la presenza, l’eccessiva quantità di azoto nel sottosuolo che è stata rilevata da parte dell’ASL, con la presenza fortissima di nitrati nelle acque del comune di Ladispoli, in particolare a Marina di San Nicola, ogni anno il Consorzio deve intervenire con spese eccessive che, poi, ricadono sui cittadini”.
“L’odg – dichiara Santori – è stato bocciato dalla maggioranza di centrosinistra in occasione dell’approvazione della legge di cui sopra in data 30 settembre 2015 su indicazioni del capogruppo del Pd Valentini e dell’assessore regionale competente Refrigeri, senza peraltro alcuna motivazione politica“.
ORDINE DEL GIORNO
Collegato alla Proposta di Legge n. 276 del 7 luglio 2015 concernente:
“Modifiche alla legge regionale 4 aprile 2014, n. 5 (Tutela, governo e gestione pubblica delle acque) e successive modifiche”
Oggetto: Potabilità delle acque a Marina di San Nicola – Comune di Ladispoli
IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO
Premesso che
Uno dei principali problemi dell’acqua destinata al consumo umano, è la presenza dei nitrati;
L’inquinamento da nitrati delle acque superficiali e sotterranee è causato dalle dispersioni della reti fognarie, dalla cattiva gestione dei fanghi provenienti dai trattamenti degli acquedotti, dal non corretto smaltimento dei liquami zootecnici e dall’eccessivo impiego di fertilizzanti azotati in agricoltura;
Tutto questo ha causato un’eccesiva quantità di azoto nel sottosuolo, e di conseguenza un inquinamento delle falde acquifere;
Il limite di potabilità dei nitrati è di 50 mg/lt, ma è doveroso ricordare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce un limite per i nitrati non superiore a 10 milligrammi per litro;
E’ ormai noto che il consumo di acqua contenente concentrazioni elevate di nitrati, o il consumo di alimenti preparati con questo tipo di acqua, può provocare problemi tossicologici anche gravi;
l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) consiglia di non utilizzare acqua contenente nitrati per bere e per cucinare gli alimenti, infatti con la bollitura le sostanze chimiche come i nitrati non evaporano ma, al contrario, si concentrano maggiormente causa la minore presenza di acqua dovuta all’evaporazione;
Considerato che
a Marina di San Nicola ogni anno, specialmente nel periodo estivo, si palesano enormi criticità non solo inerenti la qualità dell’acqua, ma anche strettamente connessi al rapporto tra i cittadini, il Consorzio di gestione, nei rispetti del quale si lamenta una scarsa trasparenza, e l’ASL RM F;
i cittadini lamentano, tra l’altro, un consumo eccessivo di sale dell’impianto denitrificatore, costi che si riflettono inevitabilmente sul costo di gestione dell’intera rete idrica.
Negli ultimi anni il Comitato cittadino di Marina San Nicola, dopo aver pagato a proprie spese presso una società specializzata di analisi chimiche e microbiologiche del Lazio, delle analisi sulla qualità dell’acqua, avrebbe riscontrato la presenza di nitrati nell’acqua oltre il limite previsto dalla normativa, annunciando un esposto alla Procura di Civitavecchia;
Premesso e considerato tutto ciò impegna il Presidente della Giunta della Regione Lazio
a farsi promotore per la convocazione di un Tavolo tecnico con tutti gli enti competenti, assicurando la costante informazione alla cittadinanza, in merito alle questioni affrontante nel tavolo medesimo, teso a valutare l’ipotesi di soluzioni alternative all’attuale gestione della rete idrica, valutando altresì la possibilità di accedere all’acquedotto comunale;
a sviluppare un nuovo piano generale degli acquedotti, previsto dalla Legge n. 129 del 1963 successivamente modificata dalla Legge n. 506 del 1966 e fermo al 2004, al fine di determinare un più puntuale ed oggettivo fabbisogno idrico per la Regione Lazio.
Fabrizio Santori


