Imprenditore nei guai, la Finanza confisca beni per 4 milioni: “Arricchimento selvaggio” • Terzo Binario News

Imprenditore nei guai, la Finanza confisca beni per 4 milioni: “Arricchimento selvaggio”

Lug 10, 2020 | Cronaca, Roma

L’uomo aveva precedenti per evasione fiscale e bancarotta. Espropriati aziende, immobili, un‘imbarcazione e rapporti finanziari

Un imprenditore di 60 anni, Gabriele Tocchio, è finito nei guai, dopo che la guardia di finanza gli ha confiscato beni di vario genere per un valore complessivo di quattro milioni di euro. L’uomo aveva precedenti per evasione fiscale e bancarotta. Espropriati aziende, immobili, un‘imbarcazione e rapporti finanziari. Riguardo al caso di Tocchio, il giudice della Prevenzione ha parlato di “arricchimento selvaggio” dell’imprenditore e gli approfondimenti investigativi delle fiamme gialle hanno portato a definirlo un soggetto ‘socialmente pericoloso’ ai sensi del ‘codice antimafia’.

Il provvedimento si pone a conclusione della vicenda giudiziaria nel corso della quale il tribunale capitolino – sezione Misure di prevenzione ha disposto il sequestro – eseguito nel giugno 2016 – e la confisca di primo grado – operata nel febbraio 2018 – dei beni. La decisione è stata poi integralmente confermata dalla Corte di appello di Roma ed è ora divenuta definitiva a seguito di pronunce della Corte di cassazione.

Gli approfondimenti investigativi sono stati avviati su input del Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata nell’ambito di un’iniziativa progettuale volta a verificare l’origine e la consistenza del patrimonio riconducibile a soggetti condannati per reati economico-finanziari. In tale contesto, gli accertamenti eseguiti dagli specialisti del G.I.C.O. del nucleo di polizia economico-finanziaria e coordinati dalla procura della Repubblica di Roma sul conto di Tocchio hanno consentito di delinearne il profilo criminale, caratterizzato dalla sua propensione alla commissione, nell’arco di un ventennio, di reiterate violazioni penali-tributarie nonché il suo coinvolgimento in episodi fallimentari oggetto di contestazione in sede giudiziaria, tanto da qualificarlo come soggetto ‘socialmente pericoloso’ ai sensi del ‘Codice Antimafia’.

Come evidenzia il giudice della Prevenzione, “tutte le vicende poste in essere sono concretamente indicative di uno stile di vita volto all’arricchimento selvaggio, completamente sprezzante delle norme civili, societarie, fiscali e commerciali”. Le indagini economico-finanziarie condotte nei confronti del proposto e dei membri del suo nucleo familiare hanno fatto emergere un significativo patrimonio societario e immobiliare del tutto incongruente rispetto ai redditi lecitamente dichiarati e, in gran parte, occultato dietro lo schermo giuridico di un trust, verosimilmente costituito per eludere possibili misure ablative.