Il trasporto dei pendolari: il cuore del problema del nostro territorio • Terzo Binario News

Il trasporto dei pendolari: il cuore del problema del nostro territorio

Giu 24, 2013 | Città, Ladispoli

Foto dai passeggeri

Foto dai passeggeri

In Italia abbiamo tanti problemi e pochissimi soldi, ma se ha ancora un senso l’idea del vivere insieme da qualche parte bisogna partire per ricominciare a costruire il nostro futuro e quello dei nostri figli.

La progettazione di questa nuova società è possibile solo se si inizia dal territorio. In questa fase di passaggio a livello globale gli amministratori locali hanno paradossalmente una grandissima responsabilità. Forse sottovalutano il ruolo dal quale sono investiti ma sono loro che, insieme alle comunità che rappresentano, devono ridare linfa vitale a tutto il sistema in crisi. In alto troviamo uomini di potere confusi e afasici quando non corrotti. Saranno le idee e le azioni che provengono dal basso ad influenzare e far nascere quello che saremo domani.

Il nostro territorio sta vivendo da anni un problema non più eludibile che è quello che subiscono quotidianamente i nostri concittadini pendolari. La qualità del viaggio che essi affrontano non è umana, offende il senso civico e solo chi la vive sulla propria pelle può capire il disagio che si prova.

I guasti ai treni di questi giorni, che sono accaduti in contemporanea con l’esplosione della calura estiva, hanno solo acceso una luce su un fenomeno che ha origini antiche e che a breve scoppierà in tutta la sua gravità se non lo si affronta a stretto giro come un problema strutturale e prioritario.

I politici di oggi si riempiono la bocca parlando sempre di “bene comune”. Ecco il trasporto ferroviario, – intendiamo quello dei pendolari, non certo l’alta velocità (maledetto liberismo, sic!) – è un problema che chiama in causa direttamente questo concetto. E ne chiama a cascata tanti altri: il lavoro – perché un trasporto pubblico efficiente aiuterebbe le persone a spostarsi più facilmente per trovare/mantenere lavori fuori la zona in cui abitano – l’ecosostenibilità – perché disincentiverebbe il trasporto privato, fonte principale d’inquinamento – e il turismo – perché  favorirebbe i flussi di visitatori e dei villeggianti. Per queste ed altre ragioni potremmo definirlo senza possibilità di smentita: il cuore del problema del nostro territorio e di tante altre realtà locali italiane che vivono in prossimità delle grandi città.

La rete ferroviaria del nostro litorale è ridicola, concepita in un’altra epoca e che oggi non solo è insufficiente ma è un freno allo sviluppo del territorio. La rivoluzione demografica che ha investito l’hinterland romano ha creato negli ultimi anni un aumento esponenziale di popolazione che usa il treno per raggiungere la Capitale. Il buon politico dovrebbe interrogarsi su queste tendenze e favorire le condizioni per creare un sistema di trasporti che favorisca questi nuovi fenomeni sociali. In questo modo avrebbe ottemperato a quello che oggi gli rimproverano molti cittadini stanchi della politica: lo sguardo verso il futuro.

Si fatica a comprendere la lentezza dei nostri amministratori locali a cogliere l’urgenza dell’intervento. Invece di limitarsi a mandare lettere di protesta a Trenitalia, chiedere qualche carrozza in più o pretendere la riapertura dei cessi non funzionanti, bisognerebbe al contrario attivarsi in prima persona, metterci la faccia e prendere di petto la situazione. Nella pratica questo significherebbe intessere, favorire e intraprendere delle azioni congiunte con tutti gli amministratori dell’area metropolitana di Roma al fine di creare le condizioni per influenzare direttamente la Regione, Trenitalia, RFI e il Governo (gli unici a poter intervenire concretamente sulla questione) ed obbligarli ad attuare una serie di interventi strutturali attraverso un piano speciale di investimenti pubblici sui trasporti nella nostra zona.

Se veramente vogliamo iniziare a rifare politica ripartiamo da questi grandi progetti sul territorio e cerchiamo di renderli condivisi a livello intercomunale e poi cerchiamo di influenzare le sfere più alte dell’amministrazione pubblica. Si dice sempre che la mobilitazione delle idee dal basso è il primo passo per un cambiamento generale. Il problema dei pendolari è oggi l’occasione concreta per il nostro territorio per farlo veramente.