I Maneskin gruppo vincitore di Sanremo 2021 • Terzo Binario News

I Maneskin gruppo vincitore di Sanremo 2021

Mar 7, 2021 | Nazionali, Spettacolo

Il brano Zitti e buoni si aggiudica il 71esimo Festival, al secondo posto Francesca Michielin e Fedez con Chiamami per nome e al terzo Ermal Meta con Un milione di cose da dirti

I Maneskin con il brano Zitti e buoni sono il gruppo vincitore di Sanremo 2021. Nella 71esima edizione del Festival di Sanremo. Al secondo posto Francesca Michielin e Fedez con Chiamami per nome, al terzo Ermal Meta con Un milione di cose da dirti.

Questa la classifica finale dei Big dal quarto al ventiseiesimo posto: Colapesce Dimartino, Irama, Willie Peyote, Annalisa, Madame, Orietta Berti, Arisa, La Rappresentante di Lista, Extraliscio feat. Davide Toffolo, Lo Stato Sociale, Noemi, Malika Ayane, Fulminacci, Max Gazzè, Fasma, Gaia, Coma_Cose, Ghemon, Francesco Renga, Gio Evan, Bugo, Aiello, Random.

Prima della proclamazione dei Maneskin quali gruppo vincitore di Sanremo 2021, sul palco dell’Ariston Fiorello ironizza sul futuro di Sanremo e scherza con Amadeus che ha escluso l’ipotesi di un festival ter: “E’ finita l’avventura. Oggi sono rimasto basito: in conferenza stampa hai detto che non farai il festival l’anno prossimo. Ti capisco, perché è impegnativo, hai un’età, ma se non lo fai tu finalmente sto in pace. In bocca al lupo a quelli che verranno l’anno prossimo a fare il festival: vi auguro questa platea piena, la galleria piena, il pubblico in mezzo all’orchestra, milioni persone fuori dell’Ariston, ospiti internazionali, ma vi deve andare malissimo, ve lo auguro con tutto il cuore”.

Finge di annunciare già il vincitore: “Non posso venire qui alle 2 ad annunciarlo”, sottolinea biascicando. “Ultima cosa. Mi ha chiamato Franceschini, sai che noi della cultura abbiamo la chat, e mi ha chiesto di ricordare che sono i 700 anni di Dante. Mi ha chiesto di leggere qualcosa: ma io le cose le so a memoria, declamo”. Recita l’incipit dell’Inferno, l’ultimo verso del Paradiso e chiosa: “Quello che c’è in mezzo ve lo leggete voi perché noi abbiamo 26 cantanti”.

“In attacco Zlatan e Ibra. Al centrocampo Fiorello, sarebbe un bravissimo fantasista e il calcio senza fantasia non è bello. In difesa l’orchestra, che ha difeso con i denti la forza della musica”. E’ la formazione che Ibrahimovic ha portato per la partita del festival di Sanremo. “E io?”, chiede Amadeus. “Tu portiere, se non ti va bene vai in panchina, se no vai in tribuna, se no vai a casa”. Nel ruolo dello stopper Ibra mette Achille Lauro: “così mette paura agli avversari e stanno lontano. Volevo fare lo scambio di maglia, ma non si può: è sempre nudo”. Poi, guardando la giacca nerazzura di Ama, ammette di avere fatto un errore: “non ho deciso io il colore della tua giacca”.

I Maneskin, alla fine dello loro esibizione, chiamano sul palco il direttore d’orchestra Enrico Melozzi per consegnargli i mazzi di fiori ricevuti. “Chiamiamo sul palco il maestro: è un modo simbolico per darli a tutti i musicisti che hanno partecipato a questo Sanremo”, spiega il frontman Damiano.

Achille Lauro per il quadro finale ha scelto la sua C’est la vie, con un omaggio all’orchestra, e stavolta invoca la benedizione di Dio “su tutti noi, esseri umani”.

Veronica Lucchesi, la cantante de La Rappresentante di Lista, ha stupito con un abito da sposa formato extra che ha occupato buona parte del palco, costringendola per altro a rimanere ferma al suo posto durante tutta l’esibizione.

Tuffo negli anni ’70 e ’80 all’Ariston con Umberto Tozzi: il cantautore propone “Dimentica dimentica” e poi un medley delle sue hit più famose “Ti amo”, “Stella stai”, “Tu”, “Gloria”. La standing ovation è, naturalmente, virtuale. Il 10 aprile il cantautore sarà protagonista di un concerto in streaming allo Sporting di Montecarlo “per raccogliere fondi per i miei musicisti e tecnici – annuncia – che fanno parte di un settore in gravissima crisi in questo doloroso periodo di pandemia”.  (Ansa)