“Mentre il piano Triennale MET prevede già oltre 10milioni di euro di fondi pubblici, mentre c’è un fascicolo aperto in Procura a Civitavecchia su irregolarità nella detenzione di animali allevati allo stato semi brado, potenzialmente per la carne, mentre pende al TAR un ricorso Horse Angels a una interpretazione del Ministero della Salute sulla detenzione dei cavalli detenuti allo stato “semi selvatico” reintroducibili nella catena alimentare, il Sindaco Tidei di Santa Marinella chiede alla Regione Lazio 300mila euro per alimentare equini e bovini dell’Agraria di Allumiere, e/o altre Agrarie del Lazio.
Il comunicato “social” (a fondo pagina) con il quale il Sindaco annuncia questa richiesta di finanziamento, non cita alcuna regolarizzazione degli animali fuori norma per la tracciabilità alimentare.
Ricordiamo che l’Agraria non è un parco naturale, ma una cooperativa zootecnica. Abbiamo testimonianze persino di bovini privi di auricolare, oltre ai pluri segnalati cavalli “in deroga” di microchip.
Anche per questo in data 4 ottobre abbiamo fatto un ricorso al TAR del Lazio, tramite il nostro difensore Avv. Katia Valentini, avverso a una circolare del Ministero della Salute che permetterebbe, in talune situazioni, di prelevare un animale semi selvatico e portarlo all’interno di un “qualsiasi allevamento” nonché da ultimo macellarlo, senza aver valorizzato la possibilità che tale trasferta possa essere un pericolo per altri animali e per la salute pubblica.
La PSA (peste suina africana), che ha determinato, anche in Lazio, la necessità di abbattimento di migliaia di animali, non ha insegnato nulla sui rischi sanitari del mescolare animali allevati per le carni, con ungulati “semi selvatici”?
La domanda è d’obbligo: crediamo che la malattia da Coronavirus Covid-19 sia avvenuta per un concatenarsi di cause che hanno veicolato il passaggio all’uomo dall’animale con rischio di diffusione aerea, oppure pensiamo che sia tutta una “messa in scena?”.
Per tutto questo, non sapendo che fine abbia fatto il progetto OASI, che avrebbe permesso di tutelare gli animali semi-selvatici sfuggiti all’allevamento zootecnico, il quale ultimo richiede piena tracciabilità dalla nascita al macello, e quindi parliamo di animali non idonei alla macellazione, scriveremo anche noi alla Regione Lazio e al Presidente Zingaretti che, se 300mila euro possono essere stanziati, debbano andare innanzitutto per censimento e regolarizzazione degli animali, loro piena tracciabilità, contrassegnando, come da leggi in vigore, gli animali non macellabili come tali, e creando per loro uno spazio “parco” circoscritto, per evitare che tali animali possano entrare in contatto con quelli della filiera della carne.
Sarà nostro obbligo informare ulteriormente sugli esiti del ricorso al TAR, al quale sin d’ora chiediamo ad altre associazioni animaliste e ambientaliste di aggiungersi, per perorare insieme la causa che i “semi selvatici” non finiscano nel circuito dell’alimentazione in deroga alle normative europee per semplice decisione di un Sindaco.
Il comunicato del Sindaco Tidei apparso venerdì 7 ottobre su sul profilo facebook:
Siamo intervenuti nuovamente sul caso di Prato Cipolloso, richiedendo l’attenzione della Regione Lazio, in una lettera rivolta al Presidente Nicola Zingaretti, all’assessore dell’agricoltura Enrica Onorati e al vice presidente della giunta Daniele Leodori per fronteggiare una volta per tutte la situazione di emergenza che ruota attorno al malessere dei cavallini e dei bovini che pascolano allo stato brado sui terreni al confine con Allumiere. Ho richiesto l’intervento straordinario della Regione Lazio affinché vengano stanziati 300 mila euro da destinare alle Università Agrarie o ai Comuni per l’acquisto di foraggio destinato al mantenimento del bestiame in previsione dell’arrivo dell’inverno. Abbiamo bisogno di un ulteriore intervento per mettere in totale sicurezza gli animali non solo sulle nostre colline ma in tutto il Lazio. Difatti la storia di Prato Cipolloso è solo uno degli esempi portati alla luce nel corso di un’estate arida e calda come quella appena trascorsa. Una vicenda che ha colpito l’intera città, accorsa immediatamente offrendo assistenza, acqua e foraggio. Anche il Comune ha fatto la sua parte, in particolare grazie all’assessora Stefania Nardangeli è stata creata un’importante rete di collaborazione con un gruppo di volontari. Inoltre, il comune di concerto con Acea e con l’Università Agraria ha provveduto ad alimentare stabilmente vasche e fontanili collocati sul territorio, adesso però si necessita di un ulteriore supporto e sostegno da parte della Regione.
Insieme ad altri sindaci e presidenti delle Università agrarie dichiariamo già da ora la nostra disponibilità ad un incontro per definire tempi e modalità di erogazione dei contributi richiesti”.
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Horse Angels odv
