L’apparentamento formale della Belardinelli un altro aspetto che sta generando riflessioni interne
Gli schiaffi volati ieri sera al comitato elettorale di Gianni Moscherini, pochi minuti dopo che Elena Gubetti ha potuto festeggiare l’elezione a sindaca di Cerveteri, rappresentano lo scontro interno al centrodestra ma più ancora lo scontro interno alle anime diverse di Fratelli d’Italia.
Forse più adatto dire “Fratricidi d’Italia” visto quanto accaduto, come emblematico è il fatto che Gianni Moscherini neanche ci fosse al momento dello schiaffo.
Perché la questione è nata tutta sul partito della Meloni, composto da anime in evidente contrapposizione. Lo scontro nasce da lontano, da quando cioè Anna Lisa Belardinelli presentò la sua candidatura a sindaca – con il benestare del partito – salvo poi trovarsi scavalcata da Gianni Moscherini, che aveva in dote tutti i simboli di quei partiti che avrebbero dovuto sostenerla.
La frattura sembrava sanata dall’apparentamento (che merita un capitolo a parte) e invece poi sono venute fuori le contrapposizioni, o per meglio dire detonate stanotte. L’accusa rivolta alla candidata cerite è stata quella di non aver mosso le sue truppe in favore di Moscherini, determinando la sconfitta elettorale. Ma è lo scontro fra le fazioni (che fanno capo ai colonnelli di Fdi) come Marco Silvestroni e Francesco Lollobrigda – con Andrea Augello sullo sfondo – che nel Lazio hanno una voce in capitolo importante sulle decisioni da assumere in chiave elettorale. Lì si è consumato lo scontro, eclatante visto che si è reso necessario far intervenire i Carabinieri in forze.
Nel frattempo si sta ragionando sull’utilità dell’apparentamento formale sottoscritto fra Moscherini e la Belardinelli. Secondo alcuni ragionamenti interni al centrodestra in funzione dei numeri usciti dal ballottaggio, la sottoscrizione dell’accordo potrebbe aver fatto “sedere” i sostenitori della barricadera e dall’altra aver dato poco abbrivio ai seguaci di Moscherini a spingere sulla campagna elettorale. La domanda è se un accordo politico avesse potuto spostare più numeri, magari portando più gente a votare visto il misero 41% di affluenza.
