Mancano due giorni al congresso e c’è già chi si complimenta con il nuovo segretario Alessandro Gnazi. Sembra paradossale ma è quello che è successo a Cerveteri. Il tanto agognato giorno della discussione delle tesi congressuali, del dibattito politico nel circolo è per qualcuno soltanto una passerella per votanti ammaestrati. Una beffa per gli iscritti, probabilmente dovuta a qualche chiacchiera di troppo al bar.
Il tesseramento nei partiti di sinistra è notoriamente militarizzato, ma il buon senso vuole che sia l’espressione della platea degli iscritti a decretare il segretario. Ricordiamo che ormai il Pd di Cerveteri attende da tanto tempo un nuovo segretario, dopo un lungo e travagliato periodo di commissariamento nel quale il partito è vissuto su iniziative personali, lotte intestine e scissioni.
Nell’entusiasmo generale si fanno prendere la mano anche esponenti di lungo corso per i quali magari ci si aspettava maggiore prudenza. A dimostrare però il maggior grado di esperienza e lucidità è invece proprio il diretto interessato, Alessandro Gnazi, che in risposta ai complimenti anticipati ricorda con stile che lui al momento è solo uno dei candidati. Sarà solo scaramanzia? Probabilmente è il primo segno che una nuova generazione dimostra maggiore responsabilità di chi non ha più i nervi per rappresentare la politica ceretana.
