“Molti scienziati contestano la pericolosità del virus”
” Il popolo italiano sta dimostrando una disciplina mai supposta. Il Governo ha emesso una serie di decreti e disposizioni che limitano fortemente le libertà individuali e mettono in crisi l’economia di tutta la nazione. Queste imposizioni si sono rese necessarie per circoscrivere il fenomeno da contagio da COVID-19, anche se molti scienziati contestano la pericolosità del virus ed in effetti dalle dichiarazioni dell’ISS – Istituto Superiore di Sanità – risultano solo due morti da corona virus! Una polemica sull’efficacia dei test fatti con tamponi lasciano aperte altre domande su come si procede per affrontare un’emergenza. Gli italiani si sono dimostrati veramente responsabili e in fatti Ladispoli è vuota, i negozi sono chiusi e i pochi che circolano certamente rispettano le eccezioni previste dalle norme vigenti.
Ma pensiamo a quelli che sono a casa senza lavoro e non hanno i soldi per fare la spesa. Molti sono i precari, quelli che non sono in regola, quelli che lavorano saltuariamente e tutto il “sommerso” ben conosciuto da chi governa ed amministra. Situazioni socio-economiche al limite della sopravvivenza che ora rischiano di degenerare ulteriormente.
Noi di Fratelli d’Italia del Circolo “Giorgio Almirante” di Ladispoli desideriamo fare una proposta all’Amministrazione del Sindaco Grando: proponiamo di destinare subito 10.000 o 15.000 Euro in buoni spesa alle famiglie più bisognose.
In questi giorni sentiamo numerosi annunci delle istituzioni: Governo, Regioni e Comuni che invitano tutti i cittadini a stare a casa e a non uscire. In televisione ogni annuncio pubblicitario si apre e si chiude con le raccomandazioni comportamentali da rispettare per evitare possibilità di contagio. Un vero lavaggio di cervello che ha avuto come risultato l’obbedienza del popolo italiano perché i negozi, le attività sono chiuse e la gente non circola per strada. Tutte queste iniziative governative e dei mainstream messe in campo sono sicuramente misure preventive e condivisibili. Il Governo, giustamente, prenderà altre iniziative seguendo lo sviluppo degli eventi, risponderà con decreti urgenti per aiutare: imprese, famiglie e lavoratori; ma viene da chiedersi soprattutto se effettivamente comprendono tutte le realtà esistenti? In Italia ci sono molti “precari del lavoro”, le zone grigie del mercato del lavoro e i molti che lavorano al nero, perché fanno lavori saltuari sono ben noti. Poi ci sono coloro che lavoravano presso alberghi, ristoranti, bar, pittori, muratori, idraulici, elettricisti, ecc. che lavoravano alla giornata e che sicuramene riescono a sopravvivere le prime due settimane della “quarantena”, chiusi in casa, essi superano con stenti la situazione d’emergenza, bruciando i pochi risparmi. Non si tratta di arrangiarsi, improvvisare o inventarsi le cose, tutto è bloccato! Per loro rimanere a casa e non fare la “giornata” diventa un dramma, perché mantenere una famiglia, fare la spesa per quattro o cinque persone diventerà presto un grande problema. La terza e quarte settimana come faranno? Non appartengono alle categorie contemplate nella legge “Cura Italia” (D.L. n.18/2020). Sembra che nessuno abbia pensato a questa categoria di persone, nessuno ci ha pensato a come riuscirà questa gente ad andare avanti se non lavorano?
La politica degli annunci non serve a nulla, dobbiamo attivare interventi immediati per aiutare le famiglie più bisognose, perché altrimenti la gente presa dalla disperazione andrà a delinquere. Noi Consiglieri comunali di Fratelli d’Italia: Giovanni Ardita e Raffaele Cavaliere, nonché il Presidente Domenico De Carolis, .chiederemo al Sindaco Grando di reperire fondi sui capitoli del bilancio, magari facciamo a meno di qualche contributo per qualche “festicciola” e destiniamo € 10.000 o € 15.000 subito con una determina destinata ai Servizi Sociali per tutte quelle famiglie bisognose. L’atto amministrativo dovrebbe favorire anche il coinvolgimento della Caritas e delle altre associazioni umanitarie che conoscono bene le esigenze delle persone più emarginate, quelle categorie al limite della povertà, così da rendere efficiente la distribuzione dei buoni spesa da utilizzare presso i centri commerciali per i beni di prima necessità “acqua, latte pane, biscotti, carne, frutta, verdura ecc.” tenendo l’attenzione focalizzata ancora di più per chi ha bambini piccoli. Basta con la politica degli annunci bisogna tagliare delle spese in Comune e pensare subito che l’emergenza costringe ad essere concreti ed operativi, perché i bisogni delle famiglie che non hanno lavoro debbano essere in qualche modo soddisfatte dalla solidarietà del Comune ed aiutate a livello umanitario.
Dire solo “tutti a casa” non basta, bisogna aggiungere gli aiuti reali per chi è obbligato a stare a casa e non ha i soldi per fare la spesa”.
Circolo Fratelli d’Italia “G. Almirante”, Ladispoli
