Sono ai ferri corti il Campidoglio e AMA, da un lato, e la Co.la.Ri. di Manlio Cerroni (azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti della Capitale), dall’altro.
E mentre va in scena l’ennesimo scontro politico con rimpallo di accuse, le strade della Capitale offrono uno spettacolo indecoroso a pochi mesi dall’inizio del Giubileo di papa Francesco. Tonnellate di spazzatura rimaste nei pressi dei cassonetti, e cittadini infuriati.
La miccia l’ha accesa Estella Marino con una dichiarazione alla stampa: “Non accuso nessuno – ha dichiarato l’assessore capitolino all’Ambiente – ma non posso fare a meno di registrare che quando ci sono situazioni di difficoltà, Colari limita immediatamente l’operatività dei suoi impianti”.
Secondo il Campidoglio, quindi, la colpa sarebbe della Colari, per la mancata ricezione dei rifiuti da parte dei suoi impianti.
Il Consorzio di Manlio Cerroni è andato subito al contrattacco e ha risposto accusando AMA di morosità: “Ama è direttamente responsabile di tutti i danni diretti e indiretti (liquidazione e rischio insolvenza) che il vostro gravissimo stato di morosità nei nostri confronti sta provocando”, ha dichiarato il presidente di Colari Candido Saloni. Questa situazione di “insolvenza” impedirebbe al consorzio di assicurare un servizio dignitoso a Roma Capitale e potrebbe addirittura rendere “impossibile la prosecuzione delle attività di smaltimento dei rifiuti”.
Secondo la Colari, all’appello mancano “molte decine di milioni di euro”.
La difesa della Colari è corredata anche da alcune foto che denunciano lo stato di “stress” dei suoi tre impianti, sia in termini di balle di cdr che stazionano nei depositi, sia di intasamento della fossa dove comincia il processo di lavorazione nei tmb.
Alla Colari di Cerroni ha replicato nel pomeriggio di ieri il sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino: “La situazione che si e’ venuta a creare a causa della dichiarata impossibilita’ degli impianti dell’avvocato Manlio Cerroni di accettare il conferimento dei rifiuti richiesto da Ama, nei quantitativi gia’ concordati e necessari a garantire la pulizia della citta’, e’ inaccettabile. Ho chiesto ai miei uffici di lavorare con l’azienda della citta’ tutta la notte per individuare subito una soluzione alternativa attivabile gia’ dalle prime ore del mattino”.
L’indisponibilità dell’azienda di Manlio Cerroni rischia di porre fine al già travagliato rapporto tra Campidoglio e Colari.
Anche AMA si difende dalle accuse di morosità: “La giustizia fara’ il suo corso – dichiara il presidente Daniele Fortini – e tutte le lamentazioni del gruppo Co.La.Ri. ritengo che si dimostreranno infondate. Io so che da settembre dello scorso anno Ama non paga piu’ 175 euro/tonnellata per l’uso del tritovagliatore Co.La.Ri, bensi’ i 104 euro stabiliti dalla Regione Lazio come tariffa di trattamento nei TMB. Non e’ Ama a dovere soldi al Co.La.Ri. ma semmai e’ il Co.La.Ri. a doverne restituire alla citta’ di Roma. Il Co.La.Ri. insiste ancora per nuovi inceneritori e nuove discariche. Noi continueremo a sviluppare la raccolta differenziata e auspichiamo che la nostra gara per valorizzare i rifiuti di cui ha “disposto” fino ad ora Co.La.Ri. abbia successo segnando la svolta definitiva che la citta’ si attende”.
Sulla vicenda sono intervenuti con una nota i capigruppo della maggioranza capitolina Fabrizio Panecaldo (Pd), Luca Giansanti (Lista Civica Marino), Gianluca Peciola (Sel) e Massimo Caprari (Cd): “Oggi Cerroni ha dato il peggio di se’, non solo con dichiarazioni false nei confronti di Ama, ma soprattutto con il vergognoso ricatto di tenere sotto scacco un’intera citta’ per tutelare i propri interessi. Questa volta, pero’, il padron dei rifiuti ha trovato di fronte un sindaco, un assessore e un’amministrazione che non cedono di fronte ai poteri forti e non hanno paura di difendere i loro cittadini. Cerroni era abituato male – aggiungono – ma con Marino la musica e’ cambiata. Al sindaco e all’assessore ai rifiuti, Estella Marino, vanno tutto il nostro sostegno e il nostro appoggio per continuare sulla strada intrapresa, sin dalla chiusura di Malagrotta, per avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti, nel pieno rispetto delle regole e della trasparenza e nella fine di un epoca di monopolio che ha congestionato la citta’. Solo cosi’ si puo’ volere bene a Roma e ai romani”.
