Le elezioni amministrative 2016 verranno ricordate per la prima vera affermazione del Movimento 5 Stelle a livello locale. Una elezione che nelle ore che hanno preceduto il voto è stata caratterizzata dal tema “spallata” o non spallata al governo Renzi (o a Renzi, termine più in volga nell’era dell’eccessiva personalizzazione della politica). L’ennesima discussione che probabilmente fa perdere di vista un’analisi più profonda, ma si sa che, nella politica solo strillata, ogni occasione è buona per “abbattere” gli avversari.
Renzi probabilmente dovrà fare i conti sia con i suoi avversari politici, che all’interno del Pd, uscito stritolato dalle amministrative. La sinistra tiene Milano e Napoli, ma sia chiaro: parliamo di due comuni che erano amministrati dalla sinistra e non dal centrosinistra. A Milano c’era Pisapia e a Napoli rimarrà De Magistris.
Ma a perdere il controllo dei comuni non è solo il Pd, ma anche il centrodestra. Mentre negli anni scorsi per un sindaco puntare alla riconferma al secondo mandato era piuttosto semplice, bastava non fare disastri, oggi riuscire ad ottenere una riconferma sembra un’impresa ardua. Ed i cittadini sono anche stanchi del dualismo tra destra e sinistra: se si boccia un sindaco si punta su qualcosa di totalmente nuovo vale a dire il M5S. Con questo non voglio minimizzare l’impresa dei pentastellati, che si stanno dimostrando sempre più solidi dopo i primi anni di incertezza.
Il Governo strangola i comuni, i sindaci non riescono più a dare risposte nel quotidiano, tra tagli e diminuzione delle risorse, i cittadini se la prendono naturalmente con chi combatte al fronte. Solo chi riesce ad essere veramente virtuoso sopravvive al primo mandato, non basta più essere bravi.
Il centrosinistra quindi manda al macero diversi buoni personaggi ed amministratori. Tra questi anche potenziali buoni sindaci come Giachetti, che si è fatto carico di tutte le contraddizioni del centrosinistra romano.
Per i 5 stelle la conferma deve ancora arrivare. Questa tornata elettorale rappresenta il superamento dell’esame di ammissione: l’esame vero e proprio arriverà tra 5 anni, vale a dire quando il loro operato sarà rimesso nelle mani degli elettori.
