La pièce teatrale inedita Donne Fatali scritta da Biancamaria Alberi e messa in scena all’Auditorium Comunale di Bracciano dalla regista Marina Garroni, replica al Teatro Fiorani di Canale Monterano venerdì 16 maggio alle ore 21,00. Dopo il grande successo di pubblico che ha testimoniato il proprio apprezzamento con applausi a scena aperta e commenti positivi sulla qualità culturale della piéce teatrale e sulla bravura delle attrici e dell’attore, lo spettacolo andrà di nuovo in scena a Canale Monterano per consentire a chi non è riuscito a entrare di godere dello spettacolo. Promosso dall’Associazione di donne Pandora e patrocinato dal Comune di Canale Monterano, lo spettacolo Donne Fatali condurrà lo spettatore in un viaggio attraverso l’eternità delle emozioni provate e vissute dalle donne che, dal mondo delle tragedie classiche, restano vive ancora oggi in forme diverse, spesso anche deformate, ma saldamente ancorate ad un modo di sentire connaturato all’essere femminile.
Le due protagoniste Giuliana Mangione e Benedetta Rustici, in circa un’ora di spettacolo, hanno dato espressione alla forza universale delle emozioni femminili, uguali a se stesse al di là di ogni tempo e di ogni luogo, a partire dai miti greci, fino alla vita contemporanea. La presenza nello spettacolo di Gianpiero Nardelli, unico attore maschio della piéce, ha arricchito il panorama narrativo con la testimonianza dello sgomento maschile di fronte alla determinazione estrema dimostrata dal mondo femminile. Un contributo originale che mette a confronto figure mitologiche con personaggi di donne contemporanee, che si sono avvicendate nella narrazione teatrale mettendo in evidenza lo stretto legame tra la loro vita e la potenza del fato. E da qui il titolo Donne Fatali che traduce il senso dell’appartenenza ad un destino comune che contraddistingue, nel bene e nel male, la natura stessa delle donne.
Così ad Antigone, simbolo del sacrificio, è seguito il monologo della testimone di un caso di femminicidio, a Medea regina rifiutata da una terra straniera, ha fatto eco il racconto del viaggio di una donna africana verso l’Italia, ad Elettra, figlia che odia la madre e vive per vederla morta, è stata accostata l’esperienza di una ragazza moderna che sceglie di fare la escort; infine, l’ultimo personaggio, Pentesilea, la regina delle Amazzoni, è stato messo in parallelo con l’esperienza di una terrorista italiana degli anni 80 attraverso gli occhi di un suo vecchio amico.
