D’Amato: “La classificazione complessiva del rischio, per la prima volta, passa da alto a moderato”
Un indice del contagio stabile sotto l’1 per cento e una situazione epidemiologica nel Lazio, anche a seguito dei report settimanali stilati dall’Istituto superiore della sanità e dal ministero della Salute, che ha dato segnali confortanti. Sabato 28 novembre – nel corso di una conferenza stampa, alla presenza di Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato, rispettivamente presidente della Regione e assessore regionale alla Sanità – sono stati snocciolati i dati sul fronte dei contagi. “La forchetta del livello di coerenza, cioè del valore più alto e di quello più basso è sotto la soglia di 1 – ha detto D’Amato – l’incidenza per 100mila abitanti è metà della media nazionale, i trend dei casi assoluti e di focolai sono in discesa. La classificazione complessiva del rischio nel Lazio, per la prima volta, passa da alto a moderato”.

“Sono risultati – ha continuato D’Amato – ottenuti grazie a misure adottate da molto tempo, come i casi testati ogni 100mila abitanti. Un impegno che si è dimostrato importante nel contrasto alla pandemia”.

Presto saranno in campo anche i test salivari. In più, ha evidenziato D’Amato, si sta predisponendo, in accordo con il commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, il piano per la distribuzione e somministrazione dei vaccini anti Covid, dopo ovviamente la validazione che sarà effettuata delle autorità internazionali.

Nel frattempo, la giunta regionale ha approvato il piano per garantire catena del freddo, con l’acquisto di congelatori per il mantenimento del vaccino (conservato a -75 gradi Celsius). Non solo: sono in corso contatti con Aeroporti di Roma e il Centro agroalimentare per l’aspetto logistico, relativo allo stoccaggio e alla successiva somministrazione.

Così Nicola Zingaretti: “Grazie alla collaborazione, nel Lazio siamo riusciti a ottenere, durante la seconda ondata del virus, un contenimento. Le regole funzionano: solo attraverso le regole di contenimento si può controllare la curva della pandemia. Lo voglio sottolineare, per non commettere errori di comunicazione. La curva cala, se ci sono regole. Abbiamo fatto bene a essere rigorosi. Dal 16 agosto, con la campagna di massa dei tamponi, il Lazio è stata la prima Regione per tracciamento con tamponi”.

Il governatore del Lazio, infine, ha ammesso di essere contento per aver detto no a eventi di massa e all’ingresso dei tifosi negli stadi: “Quel no ha salvato una situazione, ha contribuito a contenere e a combattere il virus“.



