Ad oggi ci sono 60.313 isolati in casa sotto la responsabilità dei Servizi di Igiene delle circa 100 ASL italiane. La mobilitazione dei medici di sanità pubblica dei Dipartimenti di prevenzione fa meno rumore ma è altrettanto importante e lo sarà sempre più nella seconda fase dell’epidemia come ribadito da Gianni Rezza (ISS) e Pierluigi Lopalco (Regione Puglia) oggi 7 aprile con un webinar organizzato dalla Sezione Lombardia della Società italiana di Igiene (SITI) con il Presidente Silvana Castaldi e dall’Accademia Lombarda di Sanità Pubblica con il Presidente Gabriele Pelissero e al quale hanno partecipato circa 400 operatori di sanità pubblica di 19 regioni.
“Vogliamo sottolineare con orgoglio che, ancora una volta, gli igienisti e i professionisti sanitari della prevenzione, impegnati nel controllo delle malattie infettive, ai vari livelli operativi e istituzionali del SSN, hanno saputo fornire risposte tempestive ed adeguate alle esigenze del momento.” ha affermato Antionio Ferro (Trento) Presidente eletto della SItI.
I Dipartimenti di Prevenzione nel loro complesso ed i Servizi di Igiene Pubblica in particolare, nonostante le grande sofferenze termini di risorse umane, hanno dimostrato di essere una rete di intervento, capillare e solida, abbondantemente collaudata e consolidata e hanno assunto e svolto, tempestivamente ed adeguatamente, un ruolo cruciale nella gestione di questa emergenza sin dal suo inizio sottolinea Sandro Cinquetti (Treviso).
In particolare i relatori ritengono che le attività più importanti siamo nella cosiddetta fase 2:
• Inchieste epidemiologiche, contact tracing, quarantene con decine di migliaia di persone tenute in sorveglianza sanitaria attiva;
Attivazione in tempi rapidissimi della diagnostica di prossimità per l’identificazione dei casi, prima con unità mobili ( siamo entrati nelle case dei malati !) e quindi con soluzioni adeguate per i grandi numeri ( tamponi drive in) con decine di migliaia di tamponi eseguiti sulla popolazione e sugli operatori sanitari a rischio
Presa in carico dei malati domiciliari (la metà del totale dei casi) garantendo la regia del sistema integrando nella risposta assistenziale le cure primarie e la Medicina generale
“Un segno straordinario di vitalità e di preparazione professionale, di impegno ed abnegazione di tutti gli operatori che ha saputo reggere alla marea montante dimostrando una sorprendente e straordinaria resilienza. Questa emergenza ha ancora una volta messe in evidenza il ruolo cruciale ed infungibile che gli igienisti svolgono nell’ambito del SSN” – sottolinea Enrico Di Rosa, Coordinatore del Collegio dei Docenti della SItI. “La gestione di questa epidemia nei prossimi mesi è affidata alla medicina del territorio ed in particolare agli specialisti in igiene e medicina preventiva che dovranno svolgere nel migliore dei modi intervenendo anche con allontanamenti coatti nelle situazione il cui non può essere gestito l’isolato in casa in sicurezza.”
“La stima della prevalenza di chi ha già contratto l’infezione ed è verosimilmente immune è ancora molto bassa in Italia e non consente di abbassare la guardia – aggiunge Carlo Signorelli, Ordinario di igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele – circa il 3% su base nazionale con una punta attorno al 10-12% in Lombardia e sotto l’1% nelle regioni meridionali e nelle isole. Tali dati, che stiamo pubblicando, derivano da stime derivate dalla mortalità per COVID-19 e dalla letalità media della malattia.”
