Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta dall’ex Sindaco Tidei sulla vicenda HCS indirizzata al Commissario del comune di Civitavecchia
“Una delle principali sfide affrontate dalla amministrazione guidata dal sottoscritto, sin dal suo insediamento, è stata senza dubbio quella rappresenta dalla crisi delle società del gruppo della Holding Civitavecchia Servizi srl. Crisi maturata nel quinquennio 2007/2012, caratterizzato da gravissime irregolarità ed illiceità, a tutt’oggi all’esame della Autorità Giudiziaria, anche a seguito di una serie di necessarie e opportune segnalazioni ad opera della Amministrazione subentrata nel giugno 2012.
Come sa, infatti, alla data dell’insediamento della Giunta presieduta dal sottoscritto, la sola società HCS srl registrava una perdita di esercizio di oltre 12,1 mln di euro per il solo anno 2011.
I debiti finanziari del gruppo erano stimati in oltre 32,5 mln di euro.
Da quel momento (giugno 2012), si è avviato un percorso caratterizzato da interventi straordinari, incentrati sulla ferma determinazione di salvare le società del Comune, nonostante il disastro gestionale dei cinque anni precedenti, nel contemporaneo tentativo di salvaguardare tutti i lavoratori coinvolti nel ciclo produttivo.
Come sa, le prime iniziative muovevano in uno scenario di scetticismo pressoché totale.
Ciò nonostante si è avviato un percorso di risanamento che ha portato per il 2012 a ridurre pressoché a zero la perdita di HCS srl, sino a raggiungere un simbolico ma significativo risultato operativo positivo per il primo semestre 2013. Risultato positivo che andava consolidandosi anche nel secondo semestre.
L’enorme impegno dell’amministrazione comunale era riassunto in un provvedimento che delineava con precisione le tappe del completamento del risanamento (la delibera n. 37 adottata dal Consiglio comunale a larghissima maggioranza il 18 aprile 2013).
Ciò nonostante, e probabilmente per un mero cortocircuito nella comunicazione e nello scambio di informazioni tra il Tribunale e la Liquidazione (come si evince chiaramente dalla semplice lettura del provvedimento), l’accordo di ristrutturazione non è stato omologato dal Tribunale di Civitavecchia, sebbene neanche uno degli oltre trecento creditori avesse formalizzato alcuna opposizione o semplice obiezione al Piano predisposto.
Ciò nonostante, nel periodo autunnale con ulteriore enorme impegno del Comune, socio unico, si sono reperite e stanziate le risorse per completare in via stra-giudiziale l’accordo con i creditori.
Proprio per il giorno 25 novembre 2013, era convocata l’Assemblea dei soci di Hcs srl per avviare formalmente la definizione in via stragiudiziale dei pagamenti così come concordati.
Tale iniziativa avrebbe permesso di bypassare la fase giudiziale e quindi avrebbe condotto alla esecuzione delle successive iniziative (previste dalla Delibera 37/13) di rimozione delle cause di scioglimento e liquidazione (fusione per incorporazione con Civitavecchia Infrastrutture srl, ecc.) delle società del gruppo con la risoluzione definitiva della crisi.
Negli accordi stragiudiziali raggiunti, infatti, la prima rata di pagamenti era prevista per il 15 dicembre 2013.
Non voglio in alcun modo esprimere valutazioni di ordine politico. Ma mi sia unicamente permesso evidenziare come l’intento di coloro che hanno posto fine all’amministrazione era evidentemente anche quello di impedire il completamento del salvataggio della Hcs srl che ormai – avevano capito – essere imminente.
Tutto ciò premesso, con grande rammarico e non celata preoccupazione, ho preso atto della mancata esecuzione dell’iniziativa programmata per il 15 dicembre 2013 e sopra richiamata.
Allo stesso modo, non abbiamo notizie di iniziative concrete finalizzate al raggiungimento degli obiettivi posti dalla Delibera 37/13.
Pertanto, considerando la crescente preoccupazione che quotidianamente raccolgo e manifestatami da dipendenti, fornitori, creditori, ecc., vorrei assicurarmi che tale inattività e stallo siano temporanei e che ci sia la volontà da parte dell’Amministrazione di completare rapidamente l’iter che era delineato e definito con buona precisione.
Al tempo stesso, qualora la strategia e le iniziative poste in essere dalla amministrazione precedente, fossero state giudicate non condivisibili per un qualsiasi motivo, vorrei ricevere rapidi delucidazioni su altri percorsi che si volessero celermente attivare per il raggiungimento del miglior risultato.
Appare superfluo sottolineare come il protrarsi di tale situazione di immobilità, rappresenti senza dubbio la peggiore e la più pericolosa tra le scelte.
In mancanza dei decisi interventi infrastrutturali proposti (o di altri che si volessero porre in essere), il protrarsi dello status quo non avrebbe altro risultato che quello di acuire la crisi societaria, non avendo posto fine alla emoraggia finanziaria.
Tale situazione di stallo, come detto, non può e non deve essere tollerata da nessuno, proprio perché rappresenterebbe il peggiore scenario possibile, che vanificherebbe gli enormi sforzi ed i risultati ottenuti sino al novembre 2013.
Rimango quindi a Sua completa disposizione per completare il percorso avviato nell’interesse della Città, dei lavoratori e della comunità locale nel suo complesso.”
Pietro Tidei

