Civitavecchia, -P+P: "Si rischia di rimanere schiacciati dai poteri forti" • Terzo Binario News

Civitavecchia, -P+P: “Si rischia di rimanere schiacciati dai poteri forti”

Apr 18, 2020 | Civitavecchia, Politica

“Da circa trent’anni Civitavecchia avrebbe bisogno di un progetto alternativo a quello energetico. L’enel ha devastato una città, ha reso un territorio in emergenza ambientale.L’unica alternativa sarebbe riportare a vocazione turistica un circondario,e con una adeguata promozione ,mandare a casa l’Enel.

Sgombrato il campo dal futuro, nel frattempo Civitavecchia va incontro ad una crisi occupazionale ed economica devastante; i pilastri dell’economia locale, terziario e porto, sono entrati in crisi , a causa del coronavirus, lo saranno ancora di più nei prossimi mesi con risvolti sociali preoccupanti. Un intero sistema portuale, agenti marittimi,servizi portuali, trasporto, Cpc,fanno una proposta relativa allo scarico del carbone.

Presentata dal presidente della CPC,su cui si può dire tutto,ma in questa città la compagnia ha avuto una valenza sociale, storica ,economica, occupazionale ,importante,determinante.
Proposta che certamente comportava dubbi di natura ambientale,ma che poteva garantire la resistenza e l’esistenza di un sistema in grave difficoltà economica.
Ovvio che si reputava necessario quindi il parere del minambiente ,della regione e in particolare dell’ADSP,per garantire la compatibilità della proposta, e senza cui ovviamente sarebbe stato impossibile proseguire.

In questa città vige una sorta di fondamentalismo non islamico;una proposta civile ,di un sistema economico, presentata in modo democratico,va discussa, confrontata, al limite rifiutata, con argomenti. La discussione invece ha preso toni da terzomondo,con offese, come se si fosse trattato un di un colpo di stato. Nella logica del nemico e non del programma,nella logica dei fanatici,per cui se approvi la proposta di qualcuno sei al soldo di altri. Non posso pensare che un intero cluster marittimo possa essere un covo di sprezzanti nemici dell’ambiente.

Manca in questa città una cultura della riflessione strategica, che pacatamente porti a ragionare e da qui al 2025,permetta di mandare a casa l’Enel o le varie ipotesi fossili; con una centrale a gas,in una foresta di ciminiere, forse puoi sperare nel crocierismo giornaliero che fugge dalla città,ma impediresti completamente il ritorno ad una vocazione turistica della citta’ o la creazione di un vero sistema turistico territoriale.Tra minacce ,scontri ,accuse ,manca un progetto ,la strategia di quello che vuole essere la citta: che non e’ cittaporto,che non e’ città turistica ,non è’ città industriale.Una città senza un chiaro progetto di sviluppo,ed il 2025 è vicino.

Gia una volta l’incapacita della politica aveva determinato un vero disastro sociale,portando in strada chi scioperava per l’ambiente e chi per il lavoro: Il fallimento della politica, la spaccatura di una città.Nonostante le accuse tra fondamentalisti,trattativisti,ancora un progetto serio di uscita da una servitù trentennale non è chiaro;tenendo conto che ci troveremo davanti alla più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi.
Nella mancanza di una strategia economica chiara, con i fondamenti economici di una città a pezzi ,ovvio che vinceranno i veri potentati ,quelli che in questa città hanno dato schiaffi e fatto il bello e cattivo tempo.
Non per nient l’Enel(ma non solo) rimane sempre e comunque al centro dello sviluppo della città.Purtroppo”.

Tullio Nunzi – Meno poltrone più panchine