Civitavecchia, Luci Spente preoccupata: "Porto, dehor e outlet stanno affossando il commercio" • Terzo Binario News

Civitavecchia, Luci Spente preoccupata: “Porto, dehor e outlet stanno affossando il commercio”

Gen 21, 2020 | Civitavecchia, Politica

Molto strana questa città, sempre oscillante tra dramma assoluto ,confusione delle soluzioni:e se di soluzion si trattai ,sempre di tipo adattattivo.

Manca una logica di responsabilità, che significa, capacità di previsione, rendere conto delle proprie azioni.Molto spesso ci si rifugia o nel capro espiatorio, invece che assumersi responsabilità collettive.

Iniziamo con il porto.Situazione tragica, a detta dei operatori e politici, minacce di sciopero, perdita di tra ffi co,incapacita infrastrutturali.

Dopo la soluzione per l’a ffi damento di alcune banchine silenzio assoluto.

Ma non bisognava bloccare tutto?Dare un segnale chiaro, avviare tavoli che permettessero un recupero di tra ffi ci?

Ovvio che a mezza bocca tutti addebitano gran parte delle colpe agli organismi dirigenti, alla incapacità di una svolta,poi tutto rimane nel silenzio,

Ovvio che le responsabilità non sono addebitabili a nessuno, se non al destino cinico e baro.

Dopo tre anni di discussione sulle installazioni esterne,dehors per semplificare, si scopre che il regolamento non è consono alle indicazioni della

sovrintendenza.Faccio presente che in molti comuni con maggior attrattiva monumentale, in sei mesi si trova un soddisfacente accordo.

Dopo tre anni di proclami e di litigiose accuse, finalmente viene elaborato in pompa magna, un documento come fosse il futuro dei pubblici esercizi

di questo citta’.Dopo circa un anno gli operatori rischiano di non avere il rinnovo, di avere investito decine di migliaia di euro a vuoto, e di dovere

smontare l’investimento fatto.Ruolo eccessivo della sovrintendenza?superficialità degli u ffi ci?sciatteria istituzionale?anche qui tutto diventa

aleatorio,

Nessuno da risposte ,e bene che vada per i commercianti ,che sono cittadini, si ipotizza un rinvio che ovviamente, non risolve definitivamente il

problema.

Tralascio l’outlet, dove un colpevole esiste è l’amministrazione 5 stelle, che per semplice necessità di cassa non ha ascoltato categorie, indagini,

commercianti, proteste e ha avviato il progetto, nonostante le perplessità di molti anche al suo interno.

Anche qui ovviamente una gran confusione:prima un albergo e 100 negozi, poi scompare l’albergo ed i negozi diventano 70,prima un outlet, poi

centro commerciale.l’attuale amministrazione che si era detta totalmente ostile al progetto, ora a ff erma di essere obbligata al mantenimento dello

stesso.

Conclusione:qualcuno ha mai presentato il progetto ai commercianti ed alla città?Ovvia la risposta.

Passiamo al mercato di piazza regina margherita.

Nei paesi e nelle citta’ civili le ristrutturazioni dei mercati avvengono, circa in un anno un anno e mezzo.

Il nostro mercato, con una altissima valenza sociale ed economica, dopo dieci anni non solo ha una veste definitiva, ma in alcune parti ha anche

problemi di sicurezza.

Faccio presente che la ristrutturazione ha attraversato tre amministrazioni diverse, è stata avviata una commissione per capire se ci fossero state

inadempienze, o qualcosa di peggio.Fatto sta che il mercato non solo è regredito ma ha perso quella veste di centro commerciale naturale, di cui

beneficiava città e commercio di vicinato.

Mi sembra ovvio che anche qui nonostante commissioni di indagini, proteste, le ragioni per le quali ancora non ci sia stata una conclusione dell’iter

non appaiono chiare.

Qualche idea personale la esprimoiamo : non abbiamo classe dirigente, scarseggia l’interesse pubblico.ma in particolare ci manca l’aspirazione al

futuro.Si vivacchia nella gestione comune e corrente ,in pratica siamo conservatori:nel senso che abbiamo un gran timore del cambiamento.

Nonostante tutte le amministrazioni che si sono succedute abbiano promesso cambiamenti epocali, i cittadini ad oggi non hanno avvertito nessun

segnale di cambiamento politico; sono stati tutti termometri capaci di misurare la temperatura,ma abbiamo scarseggiato in termostati, capaci di

cambiarla.

Diciamo che tutti si sono adeguati al minimalismo del giorno per giorno, del tutto si aggiusta, rischiando una omologazione in politica che rischia di

far saltare la democrazia.

Luci Spente – Commercianti di Civitavecchia