Bene la realizzazione di una farmacia comunale alla stazione di Civitavecchia, ma la sua apertura e la vendita dei farmaci sarà compatibile con le esigenze degli utenti che potrebbero usufruirne? A chiederselo è l’associazione Codici che punta i riflettori sul primo vero incarico assunto dalla NewCo che andrà a sostituire l’attuale Hcs e le sue municipalizzate.
“La farmacia che orari farà? Saranno compatibili con gli orari dei pendolari? Avrà – si chiede l’associazione – anche i farmaci veterinari? Sarà dotata di un defibrillatore e di personale abilitato ad utilizzarlo, visto il luogo altamente frequentato? Avrà – prosegue Codici – il servizio FarmaRecup per la prenotazione delle visite? Noi pensiamo che a un povero pendolare se potesse prenotare una visita specialistica alla farmacia della stazione, e pagare il relativo ticket al bar a Roma mentre è in pausa pranzo, poco gliene importerebbe di quanto sono belli i mobili della farmacia e di come vengono bene nelle foto dell’inaugurazione, ma noi pensiamo ai consumatori, e ci preoccupiamo prima dei servizi e poi dei mobili”.
Punti, quelli sottolineati, che l’associazione vorrebbe esporre personalmente all’amministratore unico della Civitavecchia Servizi Pubblici. Incontro che Codici sottolinea essere obbligatorio, quando si parla di affidamento di servizi pubblici.
“Siamo ben certi che un segretario comunale con la preparazione della dottoressa Cordella vigilerà affinché in questo affidamento di servizio si ottemperi alle prescrizioni dell’articolo 2 comma 461 della legge 244/2007 che, ad ogni buon conto, le abbiamo trasmesso in copia ormai da mesi, e che al punto B prescrive, in modo chiarissimo e oseremmo dire telegrafico: ‘consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori’ quando si tratta, come in questo caso, di affidare dei servizi pubblici”.
