Civitavecchia, Angeloni (PD): "Il sindaco dovrebbe chiedere scusa alla città" • Terzo Binario News

Civitavecchia, Angeloni (PD): “Il sindaco dovrebbe chiedere scusa alla città”

Ago 9, 2014 | Civitavecchia, Politica

Fabio Angeloni

Fabio Angeloni

Riceviamo e pubblichiamo – La storia dell’acqua è molto semplice: l’Amministrazione ha mentito alla città ed ha tentato di coprire quanto stava accadendo.

Ora che la Asl ha reso noti i dati, il sindaco Cozzolino deve almeno chiedere scusa ai Civitavecchiesi e chiarire tutti i dubbi. Compresa la storia del misterioso fax che per fare un chilometro si avrebbe messo una settimana.

Nell’ordinanza di divieto, la Lucernoni specifica infatti che le analisi sono state comunicate a mezzo mail. Del fax-lumaca nessuna traccia. La storia del fax è dunque saltata fuori solo in un secondo momento. Fax o mail? Qualcuno ha mentito.

Sempre la Lucernoni scrive che è stata la ASL a chiedere di di emanare immediatamente il divieto. Anche questo suona strano, visto che la Asl che ha reso note le sue analisi periodiche e sistematiche fatte lungo tutto il mese di luglio in base alle quali l’acqua risultava sempre in regola. A chi credere: al Comune o alla Asl?

Ovviamente l’ordinanza sul sito del Comune l’Ordinanza della Lucernoni è “ben nascosta” tra tutti i provvedimenti amministrativi adottati, una cinquantina di titoli in perfetto “burocratichese” messi lì per obbligo di legge.

Sempre nell’ordinanza la vicesindaco parla di sei prelievi negativi “dislocati nella fascia medio-bassa della città” e chiama in causa gli acquedotti Nuovo Mignone, Oriolo e Acea.

Bene, per cancellare il divieto in fretta e furia sono bastati solo tre campioni prelevati dalla Asl in via dell’Immacolata, via Apollodoro e viale Matteotti. E nella zona bassa tra il mare e viale Baccelli?

Un sindaco con maggior senso di responsabilità spiegherebbe di persona l’accaduto, pubblicherebbe i dati, ammetterebbe l’errore e chiederebbe almeno scusa. E magari troverebbe altro da fare alla vicesindaco Lucernoni.

Intanto la storia approda su twitter come #grillocambiaceli.