Civitavecchia, Angeloni: "Gli scout? Una comunità di Destini" • Terzo Binario News

Civitavecchia, Angeloni: “Gli scout? Una comunità di Destini”

Giu 9, 2015 | Civitavecchia, Politica

Fabio Angeloni

Fabio Angeloni

Riceviamo e pubblichiamo – Mezzo migliaio di persone con il fazzoletto al collo a festeggiare i 70 anni del gruppo scout più longevo della città. Una festa di canti e colori che ha riunito nel cortile dei Salesiani i quasi-novantenni, protagonisti della fondazione del Civitavecchia 1 di don Pandolfi subito dopo la Guerra, ai giovani e giovanissimi di oggi.
La cronaca degli eventi, semplici quanto un’alza bandiera, un canto o pieni di energia come un “Urlo di squadriglia”, potrebbe essere affidata tranquillamente alle foto comparse in abbondanza sui social-network che hanno grande merito nella riuscita numerica della manifestazione con “scout per sempre” accorsi da ogni parte d’Italia.
Ma il cronista (capo-scout anche lui dal ‘74 all’ ‘86) non può fare a meno di interrogarsi sul perché di tanto successo. Cosa lega tante persone di età, cultura e idee politiche diverse che a tanti anni di distanza si rincontrano con gli occhi lucidi per un’emozione ancora fresca e per nulla intaccata dal tempo trascorso?
Certamente un sistema valoriale basato sulla protezione dei più deboli, la natura amata ma sfidata alla ricerca del proprio limite personale, la lealtà, l’onestà, il rispetto della diversità dell’altro e una fede incrollabile nel pacifismo e nella fratellanza tra i popoli.
Ma anche un linguaggio fatto di simboli potenti presi un po’ da Kipling, un po’ dalla retorica e dallo stile militare (il fondatore Baden Powel era un colonnello), un po’ dalla memoria ancestrale: il fuoco, la tenda, la jungla, il cammino, la strada, la promessa, la divisa, il racconto mitologico del branco di Akela e delle imprese di Mowgli nel suo tentativo di diventare uomo in mezzo ai lupi.
E’ così che nell’esperienza scout i destini personali si sono intrecciati, per sempre proiettando i singoli in una “comunità di destini”. Ed ognuno, in fondo, sa di essere parte di un agire comune di un comune sentire ovunque sia e qualsiasi cosa faccia.
Un Destino che tiene stretta la comunità e la collega ad altri Destini: quello di un migrante appena sbarcato in cerca di un letto e di un tetto, di una giovane madre forse troppo giovane, forse disoccupata, forse con una situazione abitativa incerta, di un anziano lasciato spesso solo a fare i conti con una pensione che oggi non basta più.
Destini senza tempo, oggi uguali a ieri.
E, per una città come la nostra che sembra aver smarrito nelle divisioni e nelle lotte di potere questo senso del comune Destino, il messaggio degli Scout, di oggi e di allora, è arrivato. Chiaro e forte.

Fabio Angeloni