“L’infanzia e l’adolescenza al centro. E’ questo il senso dell’attivazione del progetto Summer town, il progetto municipale orientato ad ampliare l’offerta di centri estivi del territorio – quasi tutti attivati o in procinto di partire in questi giorni –dei centri sportivi operativi dal 15 giugno e dell’iniziativa Scuole aperte rivolto in particolare a bambine e bambini più fragili, segnalati dai servizi sociali e con disabilità. Centinaia sono le persone di età compresa tra i 3 e i 14 anni che in queste ore stanno beneficiando di questi servizi resi possibili dall’impegno del nostro Municipio. Lo sbocco di un iter concitato e forse faticoso, ma indispensabile”. Così Giovanni Caudo, presidente del Municipio III, in una nota.
“Quanto consegniamo ai più piccoli e ai giovani, infatti, in termini di opportunità, conoscenza, socialità e confronto negli anni della loro formazione primaria e secondaria ritornerà indietro a un intero sistema Paese. E’ un investimento cruciale. Non si può ricostruire in maniera seria alcuna economia se non si parte da qui”.
“Quest’anno sembrava impossibile, in effetti è stato complicato, ma soprattutto é stato necessario. Dal 15 giugno sono infatti attivi i centri sportivi estivi del territorio – ne abbiamo aperti ben 7- e sono partiti o in procinto di partire i 13 centri ricreativi estivi “Summertown”. Dopo mesi di lock down queste giornate di gioco, arte, amicizia ed esplorazione sono ancora più preziose per le bambine e i bambini. E’ occorso un grande lavoro di squadra con le scuole, le associazioni, i privati e con le Associazioni sportive affidatarie dei centri sportivi municipali ma ora i più piccoli, relegati ai margini delle politiche nazionali e comunali di questi ultimi mesi, possono finalmente riprendersi i propri spazi vedendosi garantiti sport e movimento, gioco, piscina, apprendimento e soprattutto relazioni sociali in mezzo al verde e con un approccio innovativo”. Queste le parole di Claudia Pratelli, assessora locale alla Scuola.
“E’ il momento di investire, subito, nella scuola e nei servizi annessi. E’ il momento di far capire ai più giovani che sono il punto di partenza e il riferimento di un intero apparato statale. Mi domando se i giovani, a cui in queste ultime settimane è stato negata la scuola, lo sport e la cultura e a cui oggi pare sia stata consegnata solo l’opportunità della movida, che tipo di futuro vedano davanti a sé. Nei giorni scorsi, durante un’assemblea pubblica effettuata nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti covid, abbiamo sollevato una proposta: che il 20% delle risorse del recovery fund siano destinate alla scuola predisponendo un progetto pluriennale di interventi strutturali. Il paese si ricostruisce a partire dalla scuola. E’ vero che il fondo ha tempi che non si conciliano con la ripresa della scuola a settembre, ma possiamo far fronte all’emergenza di settembre se abbiamo un programma pluriennale serio e finanziato per la rinascita della nostra scuola come sistema di accesso universale” conclude Caudo.
