Nuove incongruenze e nessuna rapida soluzione per la regolarizzazione dei camping in attesa di destinazione urbanistica. I tempi continuano ad allungarsi, ma il comune rischia sempre di più il commissariamento ad acta.
Sul fronte della giustizia amministrativa, però, ancora nessuna decisione definitiva è stata presa da parte del Tar del Lazio sul comportamento del comune di Ladispoli in ordine all’inserimento dei tre camping realizzati ante 1974 nello strumento urbanistico vigente.
Il ricorso è stato promosso dal Riviera Camping per ottenere la declaratoria dell’inadempienza del comune di Ladispoli nel dare attuazione alla legge regionale 14 del 2011. La tesi dei ricorrenti è che il comune sia stato inerte per anni, venendo meno al suo obbligo di dare alle strutture ricettive all’aria aperta apposita destinazione urbanistica. L’accoglimento della loro richiesta potrebbe determinare la nomina di un commissario ad acta, misura già sollecitata attraverso un’interrogazione in consiglio regionale presentata dal consigliere regionale Daniele Sabatini (Cuori Italiani).
L’obiezione del comune si regge sul fatto che una conferenza dei servizi è pur stata convocata. Anzi, a ben vedere, ne sono state convocate più di una. Il problema è che quella del 22 febbraio è stata revocata per via di “alcuni dati incongruenti”. E il guaio è che anche dopo essere stata riconvocata, in ultimo, lo scorso 4 aprile, anche la nuova conferenza sembra presentare diversi errori.
Questo almeno è quanto sostiene A.R.Ribaudo, proprietaria del Riviera Camping, in una lettera inviata e protocollata ieri ai competenti uffici del comune di Ladispoli e della Regione Lazio. In primis sarebbe stata convocata ai sensi della lettera c) art 3. Comma 2 della L.R. 14/2011 al posto della lettera e). Inoltre la determina di convocazione comprende un link che riporta “nella cartella Riviera Camping particelle catastali di altri soggetti giuridici estranei totalmente all’attività ricettiva”.
Addirittura tra le particelle erroneamente riportate nella cartella troviamo la particella 2 foglio 68 che indica la palude di Torre Flavia. Tra le risultanze dell’istruttoria firmate dal tecnico comunale Passerini e dell’assessore all’urbanistica (e sindaco) Paliotta si legge che “non esistono strutture perimetrate ai sensi dell’art 3 comma 1 della L.R. n. 14/2011”, ma in realtà queste sono state perimetrate e ricognite con la delibera di C.C. n. 8/2012. Cosa che scrive lo stesso Passerini nella determina di convocazione del 4 aprile:
“Strutture ricomprese nella deliberazione di C.C. n. 8/2012, sono:
1. Camping La Torretta;
2. Camping Queen;
3. Camping Riviera”
Insomma gli errori sembrerebbero essere molteplici. Tuttavia il Tar, per il momento, pur avendo accertato che l’adempimento comunale non vi è ancora stato, ha deciso di mantenere un ruolo di supervisione rispetto al corretto svolgimento dell’iter, rinviando al 7 luglio l’udienza per verificare l’effettivo adempimento di Comune e Regione. Nel frattempo il comune dovrà depositare gli atti mancanti e correggere le sviste fatte finora.
Il mancato pronunciamento del Tar, comunque, non preclude che la giunta regionale possa esercitare i poteri sostitutivi previsti dallo statuto già dai prossimi giorni. Per la prossima settimana alla Pisana si annunciano nuove sortite dei consiglieri di Cuori Ladispolani sulla questione.
