“Spett.le assessore Alfonsi, abbiamo letto con interesse il suo intervento agli Stati generali delle Aree protette italiane che si è svolto a Roma lo scorso 17 e 18 dicembre. In quell’assise lei ha sostenuto: “ Per noi le infrastrutture verdi sono uno dei quattro pilastri del Piano di adattamento climatico, stiamo investendo moltissimo” ommissis “si deve vincere la sfida della sostenibilità. Ed ancora E’ chiaro che in questo settore ci deve essere la stessa identica visione e, soprattutto, lo stesso intento di tutte le istituzioni…”.
Questo sue parole ci sono di sostegno e ci stimolano a continuare nella nostra azione civica a difesa proprio dell’ambiente e della sostenibilità in particolare quando questo può costituire un baluardo per proteggere la vita delle persone.
Veniamo alla questione.
Quando nel 2003 venne autorizzata la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Torre Valdaliga Nord tra le varie prescrizioni ci fu quella di realizzare un grande parco, in luogo dell’ex parco serbatoi olio combustibile, caratterizzato da fitti insiemi boschivi e macchia caratteristici del paesaggio costiero circostante.
Ebbene quest’area è stata realizzata seguendo la prescrizione: sono state piantumati così 11.500 alberi tra ulivi, lecci, pini domestici e cipressi, 55.800 arbusti (dati Enel – EMAS 2016).
L’Enel ha chiesto ed ottenuto per il prossimo 31 dicembre la chiusura della centrale ma ha anche chiesto “il superamento della prescrizione “ di cui sopra per un progetto mirato allo sviluppo di servizi logistici. In parole povere si tratterebbe di azzerare un’area verde per una distesa di 37 ettari di asfalto destinato a parcheggio per l’automotive in sinergia con il trasporto via mare in arrivo a Civitavecchia.
La stessa Amministrazione comunale si è detta favorevole in virtù del lavoro che tale area potrebbe procurare al comprensorio ma ignorando gli effetti negativi.
E’ parso a questo punto opportuno costituire Comitato per salvare il bosco che è divenuto una risorsa ambientale che la città si è guadagnata dopo tanti anni di inquinamento.
Tra l’altro questo Comitato si è anche preoccupato di segnalare aree attigue, marginali, disponibili ed in vendita, che potrebbero assolvere esaurientemente a quel compito ed a costi inferiori.
Il Comitato scrivente ha pertanto avviato una Petizione popolare volta a fermare detto superamento che ha raggiunti la soglia delle 2000 sottoscrizioni. La Petizione nel frattempo continua nel suo itinerario di raccolta adesioni.
Risulta alquanto strano che a Roma, un’amministrazione dello stesso colore politico sia impegnata a salvaguardare ed in alcuni casi ad implementare la presenza dei boschi in città e qui, un’amministrazione, dello stesso colore, consenta che, un bosco artificiale, con quella genesi possa essere eliminato in un comune in cui la presenza del verde è scarsa e questo nonostante aree attigue possano soddisfare quell’esigenza.
Pensare poi alla eliminazione di un verde pubblico in tempi in cui i cambiamenti climatici stanno influenzando negativamente la vita sulla Terra, sarebbe sconcertante oltre che illegittimo anche a seguito dell’entrata in vigore dal 18 agosto u.s. della normativa europea sul ripristino della Natura, Regolamento (UE) 2024/1991 del parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2024.
E’ davvero razionale eliminare un’area boschiva di quelle dimensioni che può mitigare le bolle di calore (e Civitavecchia dal 2008 è stata inserita nell’elenco delle città monitorate) in un’area dove già sono presenti migliaia di ettari di terreno asfaltato impiegati per la logistica degli autoveicoli?
Per darle modo di conoscere meglio la situazione attuale dell’area in questione, le segnaliamo un video dal titolo, Salvate il bosco di Civitavecchia che abbiamo realizzato con l’impiego di un drone:
Ringraziandola per la Sua attenzione e pur comprendendo i limiti del suo raggio d’azione, ci auguriamo comunque di trovare anche Lei a difesa di quest’area”.
Per il Comitato salviamo il Bosco
