Biogas Cerveteri, Pascucci risponde ai Comitati: "L'ordinanza sarebbe un fallimento" • Terzo Binario News

Biogas Cerveteri, Pascucci risponde ai Comitati: “L’ordinanza sarebbe un fallimento”

Mag 20, 2013 | Cerveteri

pascucciIl sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci scrive in risposta alle varie sollecitazioni e critiche ricevute dai comitati contro il biogas a Pian della Carlotta.

“Leggo nella vostra lettera – scrive il primo cittadino – che alcune delle problematiche da voi sollevate in passato non avrebbero ottenuto risposta da parte dell’Amministrazione comunale. Addirittura si parla di richieste inevase presentate oltre due mesi fa. Me ne stupisco, soprattutto perché lo scorso 18 aprile (quindi meno di un mese fa) abbiamo indetto un Consiglio Comunale aperto sul tema del biogas, durante il quale sono intervenuti cittadini, esperti e proprio gli stessi rappresentanti dei vostri comitati. Tutti hanno sollevato questioni di vario genere alle quali abbiamo risposto prontamente, e non trascurando nessun aspetto.

Inoltre, è bene aggiungere che in più di un’occasione, nelle ultime settimane (e come sempre, da un anno a questa parte), sia io sia l’Assessore Andrea Mundula abbiamo parlato personalmente con esponenti di spicco dei diversi comitati cercando di chiarire eventuali ulteriori dubbi e indicando anche quali nuove azioni l’Amministrazione comunale stava intraprendendo.

Non ritengo opportuno, credetemi, entrare in questa sede in polemiche sterili che stanno spostando, ahimè, l’asse del problema su un piano politico. Sia chiaro: a ognuno è dato di muoversi nella più assoluta libertà, e non sta certo a me dare giudizi. Ma la nostra Amministrazione ha il dovere di lavorare nell’esclusivo interesse della collettività, al di là dei proclami che spesso sentiamo o delle idee improvvisate di qualcuno. Abbiamo dimostrato in questi mesi una chiara e decisa sensibilità sui temi ambientali. E proseguiremo in questa direzione. Anche se siamo costretti a leggere troppo spesso dichiarazioni denigranti provenienti da movimenti e da esponenti politici di Cerveteri, da persone che non abbiamo mai visto in azione su questo o su altri temi ambientali né ora, né negli anni passati quando, da militante, ho sostenuto tante battaglie per la difesa del territorio. Qualcuno pensa, ahimè anche all’interno dei vostri comitati, che informarsi su internet, andare ai convegni e scrivere lettere o sulla stampa, risolva la battaglia. Forse è così, ma non credo. Chissà quanti tra quelli che non ci risparmiano prediche hanno deciso di visitare, come ho fatto io, gli impianti a biogas presenti nel territorio; chissà quanti di loro si sono confrontati con gli enti di ricerca nazionali per capire e documentarsi, come ho sentito il bisogno di fare io. Immagino in tanti, senza dubbio. Anzi, vista la prosopopea delle prediche, sono certo che lo abbiano fatto tutti.

Purtroppo, è un dato incontrovertibile, le uniche azioni serie contro la realizzazione dell’impianto di biogas a Pian della Carlotta le ha fatte proprio ed esclusivamente la nostra Amministrazione. Non abbiamo ottenuto la chiusura dell’impianto o il blocco dei lavori, è vero, ma dobbiamo ricordare che l’impianto a Pian della Carlotta ha (da circa un anno e mezzo) una regolare autorizzazione e, fino a oggi, i proprietari sono nel pieno diritto di procedere. Il governo nazionale non soltanto consente la realizzazione di impianti come questo (in Italia attualmente ce ne sono circa 850 e altri ne sono previsti), ma addirittura prevede degli incentivi economici per coloro che li realizzano. Possiamo cioè dire che lo Stato italiano auspica e sostiene la realizzazione di impianti a biogas. E a questo si aggiunga che alcune associazioni ambientaliste nazionali di chiara fama (come Greenpeace) hanno una posizione di favore verso questo tipo di impianti.

E allora perché lo stiamo contrastando? Perché abbiamo paura. Perché temiamo, come tante volte è successo anche in Italia, che le conseguenze negative possano essere celate, perché siamo terrorizzati dall’idea che possa mettere a rischio la nostra salute, il giusto sviluppo dei nostri figli, la prosperità dei nostri campi e dell’agricoltura. Perché riteniamo che l’Amministrazione che ci ha preceduto, se proprio non avesse voluto o potuto negarne la costruzione, avrebbe per lo meno dovuto scegliere un sito più idoneo. Per questo, subito dopo il nostro insediamento, nonostante fossero oramai trascorsi tutti i tempi tecnici per fare le opposizioni previste dalla legge (noi ci siamo insediati alla fine di maggio 2012 mentre il termine ultimo per presentare il ricorso era il 4 gennaio dello stesso anno, circa cinque mesi prima), abbiamo portato avanti tutte le azioni possibili per contrastare l’intervento, come dichiarato pubblicamente in campagna elettorale.

Che i comitati non condividano l’operato dell’Amministrazione è lecito. E noi non dobbiamo e soprattutto non possiamo piacere a tutti. Anche perché siamo perfettamente consapevoli che c’è più di qualcuno a cui non piacciamo per principio e che probabilmente gioirebbe di un fallimento dell’Amministrazione, a prescindere dalle conseguenze sulla Città. Ne sono prova alcuni comunicati emessi da sedicenti movimenti politici, che non hanno in nessun modo aiutato la città in questa battaglia, ma che continuano a usarla per meri scopi elettorali. Ma quando si afferma che la nostra Amministrazione su questo tema non si è mossa, non si dice il vero. E, quando questa affermazione viene dai vostri comitati, sempre prontamente informati, ci è lecito supporre che ci sia della mala fede. Non riporterò per l’ennesima volta l’elenco degli interventi sul biogas fatti e in corso, già puntualmente divulgati. Ricordo soltanto che durante la nostra Amministrazione è pervenuta un’unica richiesta di realizzazione di un impianto a biogas che è stata affrontata immediatamente non consentendone la costruzione. Tutto questo prima addirittura che i comitati ne fossero informati e potessero prendere posizione. L’abbiamo bloccata senza esitazione perché questo è il nostro modo di operare. Per questo trovo davvero strane certe accuse.

Altra cosa è dire che l’Amministrazione non fa pedissequamente quello che dicono i comitati. E infatti è così. Siamo un Ente pubblico, e abbiamo una responsabilità diversa. Se un comitato prende una cantonata, al più rischia qualche polemica sulla stampa. Se la cantonata la prendiamo noi, il rischio è per tutta la collettività. Le azioni vanno pesate e valutate attentamente. E, credetemi, è più importante pensare al risultato finale che strappare un applauso in piazza o in assemblea. In alcuni casi, pressati all’inverosimile dai comitati, ci siamo lasciati condizionare e abbiamo intrapreso iniziative che non solo non hanno portato a nessun risultato concreto, ma che ci hanno fatto perdere tempo, se non addirittura rafforzato la nostra controparte. Perché oggi i comitati invece di essere al nostro fianco preferiscono attaccarci? Perché veniamo accusati di immobilismo? In parte perché continuate a chiederci di fare un’azione che non ha nessuna base giuridica e che metterebbe a repentaglio l’esito finale dello scontro. Sono mesi che veniamo sollecitati a emettere un’ordinanza che impedisca all’impianto di operare, lasciando peraltro intendere ai cittadini che questa sia l’unica strada da percorrere. Oggi, dopo il Consiglio Comunale aperto e dopo altri approfondimenti effettuati, mi sento di ringraziare i legali e i tecnici del Comune che ci hanno suggerito di non intraprendere una strada che sarebbe stata destinata al fallimento con conseguenze imprevedibili.

La battaglia sul biogas la stiamo conducendo con determinazione. E il nostro essere vigili e incisivi nelle azioni ambientali, non si è limitato soltanto a questo campo. Ne sono dimostrazione i tanti risultati ottenuti su tutti i fronti in così poco tempo. Andrea Mundula, assessore alla Tutela e Organizzazione del Territorio, mentre continua a dedicare una grande attenzione a Pian della Carlotta, ha seguito tante e complesse vicende. Abbiamo fatto interventi forti contro la discarica a Pizzo del Prete, sostenuto e lanciato referendum regionali sui temi dei rifiuti e dell’acqua pubblica (proposti dai comitati), abbiamo bloccato in Conferenza dei Servizi un impianto di compostaggio in zona San Paolo in un’area che ritenevamo troppo vicina alle abitazioni, e bloccato sempre in Conferenza dei Servizi la realizzazione di un impianto CONAI sulla via Doganale (anche in questo caso, in un punto che avrebbe generato più problemi che vantaggi). Abbiamo ottenuto dalla società installatrice lo spostamento dell’antenna di telefonia mobile che sarebbe dovuta sorgere su via Scarlatti in pieno centro abitato di Valcanneto e che, invece, verrà messa fuori dal perimetro urbano. Abbiamo installato pannelli fotovoltaici sul cimitero di via dei Vignali e stiamo per concludere l’iter per i pannelli sulle scuole di tutto il territorio. Abbiamo approvato un protocollo per i risparmi energetici (Patto dei Sindaci) e un bando per l’utilizzo dei tetti pubblici per i pannelli fotovoltaici. Abbiamo ridotto i consumi idrici chiudendo fontane e fontanelle, creato un tavolo di confronto sul tema con tutti i sindaci del comprensorio (che, a oggi, si è riunito soltanto a Cerveteri e soltanto su nostra sollecitazione) e abbiamo impedito la realizzazione del mega centro commerciale in località BECA. La nostra è stata l’unica Amministrazione a prendere una posizione netta contro la centrale a carbone, posizione ribadita dalla conferma di Simona Ricotti come nostro rappresentante nell’Osservatorio Ambientale e dalla mia presenza (unico Sindaco presente) sotto il Ministero dell’Ambiente nella giornata di presidio. È chiaramente possibile trovare gli atti che testimoniano tutto ciò che ho appena nominato. Piccola nota informativa: siamo l’unico Comune d’Europa che ha emendato il documento del Patto dei Sindaci prima di approvarlo in Aula; infatti tale Patto (oggi visto come uno dei documenti più all’avanguardia dal punto di vista ambientale) prevede gli impianti a biogas come una tecnologia da sostenere. Per coerenza con la nostra battaglia, abbiamo deciso di togliere questo passaggio.

Ora non siamo qui a voler lustrare le nostre medaglie, anche perché consideriamo la nostra attività un dovere e lo facciamo con il massimo dell’impegno. I cittadini sono preoccupati per la loro salute. E hanno ragione. Lo siamo anche noi. Sono anni che il nostro territorio è sotto attacco e quasi ogni giorno dobbiamo sventare nuove minacce. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che le verifiche non sono mai abbastanza. E capiamo la preoccupazione, la rabbia, il senso di impotenza di tanti cittadini come noi. Rabbia che, spesso, sfocia anche nell’aggressione verbale. Ma il ruolo dei comitati dovrebbe essere diverso. Si pensa, erroneamente, che in quanto Istituzione, il Sindaco debba ricevere passivamente qualunque attacco e critica, anche quelle completamente inventate, anche quelle offensive. Non è così. O almeno non è così per me. Se qualcuno crede di poter ottenere maggiore attenzione dall’Amministrazione o da me, soltanto perché sbraita e insulta sui giornali, è completamente fuori strada. Continueremo a leggere le informazioni che ci mandate, senza dubbio, perché nessuna strada resterà intentata. Ma non saremo mai pronti ad accettare supinamente sproloqui di chi preferisce la platea elettorale della stampa alla vera battaglia in difesa della salute.

Cerchiamo di darvi tutte le informazioni che chiedete. Ma non sempre è facile e quella che può sembrare reticenza, spesso è incertezza e prudenza. Stiamo lavorando su un campo nuovo, percorrendo strade mai affrontate e non appare sempre tutto così chiaro. Anche qui una precisazione davvero importante: ho parlato telefonicamente con alcuni esponenti dei comitati in queste settimane chiedendo di mantenere riservate alcune nostre azioni intraprese perché ritenevo che rendere pubbliche le nostre strategie di azione prima del dovuto avrebbe potuto indebolirle se non addirittura renderle vane. Nonostante questo continuano ad arrivare richieste di spiegare per iscritto cosa si sta facendo, proprio dalle stesse persone con cui ho fatto questi discorsi. Allora un piccolo dubbio sulla buona fede dei miei interlocutori mi dovrà essere concesso. È bene ripeterlo con chiarezza: una volta che alcuni percorsi sono stati avviati, le informazioni non sono più divulgabili e, addirittura, non sono neanche più accessibili al Sindaco.

Cosa dobbiamo fare e cosa faremo nelle prossime settimane è semplice: porteremo a conclusione tutte le iniziative intraprese. Sarebbe importante che i comitati che a oggi, me lo si deve concedere, sono stati più da carta bollata che non di azione, ci aiutassero nella battaglia magari sedendosi al tavolo con noi in modo serio, senza pensare di avere già la soluzione in tasca o che chi siede dall’altra parte abbia il solo dovere di assecondare qualunque iniziativa (anche quelle destinate al fallimento) o che si possieda una bacchetta magica per risolvere all’istante qualunque situazione ignorando leggi e regole. Se si avesse la forza di predisporre azioni condivise e una strategia comune, la vittoria sarebbe più probabile. Noi siamo pronti ad aggiustare il tiro perché sappiamo cosa c’è in gioco. Anche i comitati saranno pronti a fare altrettanto? Ce lo auguriamo. Ma ci crediamo poco”.