Berlusconi e la Tv di Stato, l’amore mai sbocciato tra il Cavaliere e la Rai • Terzo Binario News

Berlusconi e la Tv di Stato, l’amore mai sbocciato tra il Cavaliere e la Rai

Giu 12, 2023 | Cronaca, Politica, Tv

“Santoro, lei è un dipendente del servizio pubblico. Si contenga!”, il lungo braccio di ferro tra Silvio Berlusconi e i programmi di informazione di Viale Mazzini

“L’uso che Biagi, come si chiama quell’altro…? Santoro, ma l’altro… Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga”.

Cominciò da queste dichiarazioni, che lo stesso Silvio Berlusconi credeva, come affermò anni dopo, fossero state dette a telecamere spente, il lungo, travagliato e controverso rapporto tra il Cavaliere e la Tv di Stato, rea a suo dire di mandare in onda trasmissioni troppo di sinistra come quelle condotte appunto da Biagi, Santoro e Luttazzi.

Era il 18 aprile del 2002 e quel giorno venne coniato il termine di “diktat bulgaro”. Fu un caso, c’è chi dice di sì, chi smentisce e chi conferma, ma fino al 2006, anno in cui terminò il suo Governo, nessuno dei tre fu più chiamato a condurre un programma sulle reti dello stato.

Un rapporto controverso dicevamo quello tra Berlusconi e le reti della RAI, da lui spesso accusata di essere, se non totalmente schierata a sinistra, per gran parte controllata dai partiti dell’opposizione (soprattutto Rai 3, definita da Berlusconi «una macchina da guerra contro il Presidente del Consiglio»).

Ed è proprio accaduta su Rai Tre una delle scene più iconiche del rapporto tra il Cav. e la RAI: è del 12 marzo 2006 (durante la campagna elettorale per le elezioni politiche) la polemica, in occasione del programma di Rai 3, In mezz’ora, tra Berlusconi che accusava la conduttrice Lucia Annunziata di muoversi sulla base di posizioni di pregiudizio nei suoi confronti e di aperta partigianeria in appoggio della sinistra, e la giornalista stessa che gli rimproverava l’incapacità di trattare con i giornalisti.

Silvio Berlusconi lasciò lo studio dopo 17 minuti non prima però, di averle ricordato che questa sarebbe rimasta “una macchia sulla sua carriera”.

Con Santoro, la pace almeno da un punto di vista televisivo fu siglata tanti anni dopo, nel 2013 quando Berlusconi accettò l’invito a “Servizio Pubblico”, il programma che Santoro conduceva su LA7. Un incontro storico anche per la stessa emittente televisiva, che segnò il record assoluto di ascolti: la puntata dal titolo “Mi consenta” fece registrare 8milioni e 600mila telespettatori, per uno share del 33,58%