Autovelox, una storia tutta italiana tra comuni furbi ed automobilisti furbastri • Terzo Binario News

Autovelox, una storia tutta italiana tra comuni furbi ed automobilisti furbastri

Mar 28, 2015 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

tredDalla pubblicazione domenica scorsa di un approfondimento sul codice della strada è nato un acceso dibattito sull’utilizzo dell’autovelox o T-Red nei pressi di impianti semaforici.

Da un lato c’è il codice della strada, molto rigido ma che come legge va applicato, dall’altro il buon senso e la tolleranza invocata da molti cittadini, che si sono visti recapitare multe per infrazioni lievi come il superamento di pochi centimetri della striscia di arresto.

Il dibattito più acceso però si scatena come al solito tra gli opposti, facendo perdere di significato la discussione.

Al sano discutere infatti c’è chi invece vuol trovare il cavillo per portare tutti sulla stessa barca per ottenere un’assoluzione di massa. Ma andiamo per ordine stabilendo alcuni punti fondamentali.

L’applicazione del codice della strada e delle sanzioni previste deve avere lo scopo di dissuasione e non quello di semplice punizione, con atteggiamenti a volte al limite della vessazione dell’automobilista.

Questo significa che deve esistere una proporzionalità tra la multa e la gravità con la quale si è infranta la regola.E’ chiaro che tra il superamento di pochi centimetri della striscia di arresto e l’attraversamento dell’incrocio con il rosso ci deve essere un netto stacco, ma controllando le sanzioni è evidente che la lieve infrazione in questo caso viene punita troppo severamente con una multa di poco inferiore a quella ricevuta da chi arreca un vero pericolo.

Detto questo però emerge chiaramente un malcostume del tutto italiano per il quale ci si affida alla burocrazia per farla franca. Se da un lato riteniamo che in Italia non si può far nulla per i mille lacci e lacciuoli dall’altro è incoerente cercare lacci e lacciuoli per essere assolti. Mi riferisco soprattutto al fatto che appellarsi all’assenza di cartelli di segnalazione di impianti di controllo è sciocco. Il codice della strada infatti è in vigore ovunque e non solo nei punti opportunamente segnalati. Altrimenti propongo oltre al cartello che avvisa la presenza di autovelox un altro dopo con scritto: “Ora puoi riprendere a fare come ti pare”.

Detto questo però andrebbero invece combattute delle vere e proprie ingiustizie ed i lettori potrebbero compilarne una lista lunghissima. Spesso il comportamento di enti ed addetti porta, in nome dell’autotutela, a mettere di fatto in torto gli automobilisti. Mi riferisco ad esempio al piazzare cartelli stradali con limiti di velocità imbarazzanti (30km/h) per evitare ricorsi dovuti alla mancata manutenzione delle strade. Mettere un limite basso per un tratto lungo significa di fatto costringere all’infrazione l’automobilista. Altro caso, purtroppo frequente, è il posizionamento di autovelox solo pochi metri dopo il segnale che impone un limite di velocità più basso. Chi vuole può aggiungere tanti altri esempi di distorsione nell’applicazione del codice della strada.

Però sia ben chiaro: si deve protestare per rendere le regole più giuste e non fare i furbi appellandosi a scuse o al qualunquismo.

Ultimo elemento di discussione riguarda il concetto da molti ripreso di “far cassa” rivolto ai comuni. Senza addentrarsi sulla presunta o vera intenzione di far diventare la cosa un business, fa riflettere il fatto che molti cittadini parlano del proprio comune in terza persona, escludendosi dal concetto di comunità alla quale invece si è parte. I soldi del comune sono i soldi di tutti e questo concetto va ribadito.

Mi si consenta per chiudere una provocazione impopolare. Se nel regolamentarsi una comunità impone il rispetto delle regole ed il mancato rispetto di queste comporta pagare un prezzo non all’ente, ma a tutti gli altri cittadini, paghi prima chi le regole non le ha rispettate. Vessare tutti però significa tassare.

Declinando la questione sulle multe ai semafori di Cerveteri, la si smetta di vessare chi supera appena la striscia bianca (è infatti la Polizia Locale che in ultima istanza avvia o meno la sanzione), ma non dimentichiamoci che la maggior parte delle sanzioni sono fioccate a chi col rosso ci passava per sport ed in barba a chi guida con prudenza.