Aurelia killer. Questo è l’aggettivo che oggi si può dare alla statale teatro di una scia di incidenti disarmante.
Nelle ultime tre settimane il bilancio in solo 10 km di strada è impressionante: 5 persone morte di cui 4 giovani sotto i 30 anni.
Due settimane fa il tragico incidente a Santa Severa dove hanno trovato la morte Alessandra Grande e Matteo Carta, travolti da un SUV che effettuava a velocità folle un sorpasso azzardato.
Nello stesso weekend la morte di Giorgio Buscemi, finito fuori strada con la sua moto.
Tra venerdì e sabato altri due incidenti mortali. Quello in cui ha perso la vita il giovanissimo Daniele Nica e l’altro poco più a nord dove è morto un 55enne di Tivoli.
Una scia incredibile come sono incredibili e diverse le dinamiche. Una manovra azzardata o una distrazione, fatto sta che qualcosa non torna nelle statistiche di questa strada. Fatalità, manovre azzardate o distrazioni potrebbero capitare in ogni strada, ma perché succede succede soprattutto sull’Aurelia?
C’è innanzitutto un problema di sicurezza anche perché la scia di incidenti nel solo 2016 è ben più lunga di quella citata sopra. Sulla strada dall’inizio dell’anno hanno perso la vita diversi motociclisti e un numero altissimo di ciclisti. Se si pensa agli incidenti con semplici feriti il conto è salatissimo.
Va poi sfatato a mente fredda il concetto di fatalità. C’è sempre una causa agli incidenti, nulla avviene per caso. Se non si guidasse in stato di ebrezza, se si rispettassero i limiti di velocità, se ci si mettesse in marcia solo se si è nelle condizioni di farlo, se si controllasse periodicamente lo stato del mezzo, quelle che noi chiamiamo fatalità non esisterebbero. Bisogna responsabilizzarsi.
Va fatta un’opera di messa in sicurezza importante costi quel che costi, perché la vita viene prima di una multa. Si provveda quindi all’installazione di tutor e di ogni sistema di prevenzione. Si investa anche nell’apposizione di barriere di protezione dove mancano. Si impedisca poi il parcheggio selvaggio in prossimità dei locali. Se questi non hanno parcheggi abbastanza ampi per ospitare tutte le auto, si diminuisca la capienza del pubblico e si predispongano, a spese dei locali, postazioni di polizia o Carabinieri per regolamentare il traffico in prossimità degli accessi.
