Aumento TARI a Ladispoli ed il giallo dei 26 mezzi acquistati • Terzo Binario News

Aumento TARI a Ladispoli ed il giallo dei 26 mezzi acquistati

Nov 17, 2014 | Ladispoli, Politica

differenziataProsegue l’analisi dei costi del servizio di raccolta rifiuti a Ladispoli. Un tema molto caldo che da questa estate monopolizza la discussione politica nella città.

Dopo esserci soffermati la settimana scorsa sulle modalità di erogazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani per commercianti e cittadini della zona “case sparse”, in questa seconda puntata ci occuperemo del perché il nuovo servizio costa molto più del precedente. Per fare questo ripartiremo dalla lettera inviata dal Sindaco Paliotta a tutte le famiglie nella quale sono spiegate le motivazioni dell’ingente aumento del tributo.

LE MOTIVAZIONI DELL’AUMENTO SPIEGATE DA PALIOTTA – Perché si è passati dai 6.619.000 euro del 2013 agli 8.188.000 del 2014? Per il sindaco sono due i costi aggiuntivi: una parte dovuta ai maggiori costi di conferimento in seguito alla chiusura della discarica di Cupinoro (i rifiuti da febbraio vengono portati nel più distante impianto di Aprilia), una parte dovuta ad un maggiore costo del servizio.

Sul primo aumento, quello relativo al conferimento ad Aprilia, va detto però che la Regione Lazio è intervenuta con un finanziamento per abbattere buona parte dei costi aggiuntivi, ma sono le motivazioni relative all’aumento del costo del servizio ad aver creato nei giorni scorsi le polemiche maggiori.

IL GIALLO DEI 26 NUOVI AUTOMEZZI – Riguardo all’aumento del costo del servizio, il Sindaco Paliotta indica due fattori principali: il costo per la costruzione dell’isola ecologica e l’acquisto di 26 nuovi automezzi di “nuova concezione”.

Siamo andati a fondo nel bando per capire meglio questi due punti ed abbiamo trovato effettivamente che sull’isola ecologica il bando prevedeva una voce apposita, configurando quindi un reale costo aggiuntivo ammortizzato sui 5 anni della durata dell’appalto.

Non abbiamo trovato però alcuna rispondenza sull’acquisto di nuovi automezzi. Nei giorni scorsi il collega del  “Il Messaggero” Emanuele Rossi aveva affrontato la questione, chiedendosi se il Comune aveva provveduto a dotarsi di questi automezzi oppure era la ditta vincitrice a dover sostenere questo costo. La stessa ditta vincitrice, la Massimi Aurelio, qualche giorno dopo chiese allo stesso giornale una rettifica, specificando che il comune non le aveva comprato alcun mezzo.

Leggendo il capitolato del bando infatti sembra aver ragione la ditta Massimi. In nessun punto del testo si legge che il comune si doterà di nuovi mezzi, né che la ditta partecipante debba necessariamente comprarne dei nuovi. Si legge semplicemente che la ditta che presenta l’offerta deve avere la dotazione di un parco automezzi con immatricolazione non precedente al 01/01/2010 (quindi non necessariamente nuovi).

Perché quindi il Sindaco parla dell’acquisto dei nuovi mezzi quando questo fatto riguarda scelte aziendali della ditta Massimi? Perché scelte aziendali della Massimi devono essere messe in pubblico come fiore all’occhiello dell’Amministrazione? Potrebbe sembrare che le scelte della Massimi derivino da una contrattazione privata con il comune, ma l’aggiudicazione del servizio non è stata fatta per contrattazione, ma con una gara di appalto a buste chiuse per un importo superiore a 20 milioni di euro. Va inoltre detto che i mezzi, essendo di proprietà della ditta, quest’ultima ne disporrà a suo piacimento. Ad esempio non ci stupiremo se questi verranno utilizzati per raccogliere i rifiuti eccedenti il kit base dato ai commercianti, servizio che probabilmente sarà il vero business per chi si è aggiudicato la raccolta porta a porta a Ladispoli. La ditta, quindi, a sua discrezione farà in modo di gestire il parco mezzi per produrre il suo massimo profitto.

La mensione dell’acquisto dei nuovi mezzi potrebbe trarre inoltre in inganno il lettore. Il costo per l’acquisto dei mezzi potrebbe sembrare un giustificativo per questo primo anno ma non è così. La base d’asta dell’appalto riguarda il costo annuale del servizio, quindi non è vero che quest’anno pagheremo più TARI per aver acquistato nuovi mezzi, ed è sbagliato illudersi che il prossimo anno si pagherà di meno perché i mezzi sono stati acquistati l’anno prima, deduzione che potrebbe fare un normale cittadino che non si imbatte giornalmente in bilanci e piani di ammortamento.

E’ forse più corretto spiegare che il servizio porta a porta è molto più costoso rispetto a raccogliere l’indifferenziato nei cassonetti perché richiede più manodopera. Una domanda al lettore più attento però la facciamo: se il servizio costa di più, ed il conferimento costa di più, dove sarebbe il risparmio per la vendita di plastica, vetro e carta?