Marcello De Vito è fuori dal M5S. A riferirlo è il vicepremier, Luigi Di Maio. Mentre le chat a Cinque Stelle ribollono di rabbia e delusione, ecco la decisione che arriva a margine dell’inchiesta ‘Congiunzione astrale’. L’esponente capitolino del M5S – e presidente dell’Aula Giulio Cesare – è stato arrestato all’alba di mercoledì 20 marzo. L’accusa è corruzione (QUI LA NOTIZIA): avrebbe ricevuto presunte tangenti dal costruttore, Luca Parnasi, per favorire il progetto dello stadio della A.S. Roma.
Queste le parole di Luigi Di Maio: “Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri. Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto.
Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del MoVimento, è inaccettabile. De Vito non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi. Ciò che ha sempre distinto il MoVimento dagli altri partiti è la reazione di fronte a casi del genere. De Vito potrà e dovrà infatti difendersi in ogni sede, nelle forme previste dalla legge, ma lo farà lontano dal MoVimento 5 Stelle. Ringrazio la magistratura e le forze di polizia per il lavoro che hanno svolto e che continueranno a svolgere quotidianamente. Ricordo infine che proprio grazie a un provvedimento del MoVimento 5 Stelle, lo Spazzacorrotti, chi viene condannato per questi reati oggi va dritto in galera”.
Intanto Marcello De Vito, sui social, è già condannato. Sulla sua pagina Facebook è una pioggia di commenti. “Mi fa schifo leggere informazioni di questo arresto, mi sono pentito di aver votato Movimento 5 stelle, l’onestà andrà di moda. bah forse, tra 2 secoli ma non oggi” oppure “fuori dal Movimento Cinque stelle, non ne sei degno”, “ma nun te vergogni? Te ne devi andare e di corsa pure”, “complimenti, bravo! Come infangare un movimento pulito. Vergogna”.
