Ares 118 cerca personale esterno per la Giornata mondiale dei bambini, Nursind: “Nuova ingiustizia” • Terzo Binario News

Ares 118 cerca personale esterno per la Giornata mondiale dei bambini, Nursind: “Nuova ingiustizia”

Mag 17, 2024 | Cronaca, Regione Lazio

L’Azienda si rivolge ad alcuni ospedali della Capitale, chiedendo specialisti capaci di gestire pazienti pediatrici; Saulini: “Calpestata l’esperienza dei nostri operatori”

“Ancora una volta, l’ennesima, per gli infermieri dell’Ares 118 sembrerebbe manifestarsi una nuova ingiustizia lesiva, a nostro parere, delle professionalità e delle specifiche competenze possedute dai professionisti del soccorso che quotidianamente operano nel sistema di emergenza”. Tuona così – sui propri canali social – il sindacato Nursind. E la goccia che fa traboccare il vaso è una richiesta inviata dalla Direzione strategica dell’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria 118 ad alcune strutture ospedaliere della Capitale (tra queste, ad esempio, il Policlinico Agostino Gemelli e il Campus Biomedico), per poter capire se ci sia disponibilità di avere per un evento ad hoc personale specialista pediatrico (in preferenza urgentisti e anestesisti rianimatori) e personale infermieristico esperto nella gestione di pazienti pediatrici. E questo perché, viene sottolineato nel documento, Ares 118 non possiederebbe personale specialista per la gestione di questi pazienti.

L’occasione di cui sopra per questo ipotetico reclutamento è data dalla Giornata mondiale dei bambini, in programma il 25 maggio (allo stadio Olimpico) e il 26 maggio (a San Pietro), oltre che per i presidi notturni nelle aree di alloggio temporaneo. Tra l’altro, il personale dovrà svolgere le proprie attività, organizzate in diversi turni, con una prestazione lautamente pagata presso i vari punti medici allestiti per l’evento, con Ares 118 che si occuperà di coordinare il tutto.
Però… c’è un però. Ossia il passaggio in cui è sottolineato che Ares 118 non avrebbe a disposizione individualità e professionalità in grado di gestire i pazienti pediatrici. Un qualcosa che ha mandato su tutte le furie Alessandro Saulini, segretario del Nursind Ares 118: “Da tempo continuiamo a chiedere una discontinuità nelle politiche aziendali, un cambio di passo nella gestione dell’emergenza extra-ospedaliera del 118 e una valorizzazione delle nostre risorse. Dopo il caos ambulanze, l’assenza di barelle, sovraffollamento nei pronto soccorso, la revisione del sistema dei triage e alcune discutibili procedure, adesso veniamo a conoscenza di questa situazione. L’Azienda, ancora una volta, come a novembre (venne annullata la delibera che affidava a soggetti esterni all’azienda le attività infermieristiche per il trasporto aereo solo grazie alle nostre rimostranze ) per un evento in programma la prossima settimana nella Capitale (la Giornata mondiale dei bambini, ndr) chiede a esterni, in questo caso ad altre strutture sanitarie, delle disponibilità medico-infermieristiche, motivando il tutto così: Ares 118 non sarebbe in grado di assicurare un servizio di assistenza per i pazienti pediatrici. Come sindacato – insiste – sentiamo calpestati i diritti e il bagaglio di esperienza dei nostri lavoratori. I quali, tra le loro competenze, hanno per compiti di istituto anche la gestione in urgenza-emergenza dei pazienti pediatrici. Inoltre – continua – di questa richiesta noi ne siamo venuti a conoscenza solo grazie ai lavoratori e alla attività dei nostri sindacalisti sul territorio, perché non ne sapevamo nulla. Non c’è stata alcuna concertazione al momento sull’argomento.

“Cosa vogliamo fare – si chiede Saulini – si cercano professionalità all’esterno senza considerare la squadra a disposizione? Professionisti dell’emergenza che, finora, hanno mandato avanti la barca nonostante tutto. Allora? Dobbiamo continuare a far finta che vada tutto bene? Aspettiamo che la barca affondi? Poi, delle due l’una: o gli infermieri del 118 non hanno competenze e non sono in grado di svolgere correttamente il proprio lavoro oppure sarebbe il momento che l’emergenza – a nostro avviso – venisse affidata e gestita da chi veramente la conosce. Quali sono gli obiettivi? Un demansionamento del personale? E noi cosa facciamo? Di certo – rimarca – in questo modo non c’è dialogo. E se questo silenzio dovesse persistere, se questa mancata considerazione dovesse continuare, siamo pronti a incrociare le braccia. Ne va della nostra dignità”.

“Naturalmente, sia ben chiaro, noi non cerchiamo un capro espiatorio nella persona del Direttore generale – termina Saulini – a cui ancora una volta ci appelliamo, affinché si proceda nell’immediato alla revoca di tale assurda richiesta. È ora che si sancisca, definitivamente, quella linea di discontinuità con le politiche aziendali, di cui siamo certi abbia bisogno la nostra Azienda, a beneficio del sistema 118, dei cittadini e dei lavoratori”.

c.b.