Quest’anno alla “Corrado Melone” si è avverato un sogno! Da settembre 2016 sono cominciati i corsi pomeridiani gratuiti di strumento musicale dove gli alunni della secondaria di primo grado del corrente anno scolastico, dopo un esame attitudinale, hanno avuto modo di seguire gratuitamente i corsi di Clarinetto, Fagotto, Pianoforte e Saxofono.
Siamo qui per raccontarvi com’è andato il nostro primo anno di lavoro. La prima “performance” è avvenuta il 7 dicembre scorso al cospetto del Vescovo Monsignor Gino Reali, del suo entourage e del Sindaco Crescenzo Paliotta, presso la Sala Consiliare del Comune di Ladispoli dove sono state eseguite, riscuotendo grande successo di pubblico, le Variazioni in Do Maggiore e la celebre “Ave Verum Corpus” di W. A. Mozart.
Il 21 aprile la Classe di pianoforte, in occasione dell’inaugurazione dello strumento donato alla Scuola dalla magnanimità dei componenti dell’Associazione “Passato e Futuro” di Ladispoli, si è cimentata in un applauditissimo Saggio, dove gli allievi hanno dato prova di ciò che avevano appreso nel corso dell’anno, riscuotendo anche in quell’occasione molteplici consensi da tutte le personalità presenti e dagli emozionatissimi genitori.
Ed eccoci così giunti al 9 giugno con il saggio finale. In quel giorno tutti gli alunni delle classi di strumento si sono riuniti ed esibiti dinanzi ad una gremita Sala Polifunzionale, dove i giovani musicisti hanno eseguito, carichi di emozione ma lucidi, brani solistici e cameristici spaziando dal barocco al novecento e non disdegnando neppure pezzi di musica leggera.
La prima difficoltà che i giovani pianisti si sono trovati ad affrontare, e che si somma a quella di doversi esibire nel primo saggio ufficiale della scuola, è stata quella di trovarsi davanti il pianoforte a coda, il “pianoforte da concerto” per antonomasia.
Chiunque abbia anche solo una volta, anche solo per gioco, messo le mani su di un pianoforte a coda, sa che la forza con la quale bisogna “premere i tasti” è enormemente superiore a quella delle tastiere elettroniche, ma anche dei pianoforti verticali, che sono i domestici amici dei nostri giovani pianisti.
Ma anche il volume sonoro emesso dal pianoforte a coda è enormemente più ampio! Nonostante tutte queste difficoltà i ragazzi hanno portato a termine in maniera encomiabile il loro impegno, ognuno secondo le proprie individuali caratteristiche: ed è così che abbiamo ammirato Cristina Lugubre dall’innato senso ritmico, Chiara Casiccio intuitiva ed aggraziata, Alessandra Iacobut ha controllato benissimo i cambi di colore (volume sonoro) durante la sua esecuzione, Alessandro Cozma studioso e determinato ha delineato perfettamente lo stile classico di Diabelli e di Mozart, Maria Teresa Bogles timidissima, dall’animo sensibile e dal suono espressivo (il suo Kabalevsky è stato esemplare), Giulia Giordano e Viola Di Giovanni sono accomunate dallo studio e da una grande espressività nel modo di suonare senza tentennare minimamente di fronte alle difficoltà tecniche, ed infine Francesco Di Bartolomeo che ha già le caratteristiche di un giovane professionista, studioso entusiastico che ama le sfide tecniche.
I ragazzi del corso di sassofono e fagotto nella loro esibizione si sono mostrati tecnicamente sicuri, molto concentrati e sono riusciti a controllare bene il suono nonostante la giornata molto calda rendesse difficile l’emissione; i brani si sono susseguiti spaziando tra i generi, da Mozart al jazz classico alle arie d’opera passando attraverso la musica leggera; le formazioni molto varie dal duo al quintetto hanno permesso di ascoltare sia momenti solistici sia interessanti combinazioni armoniche. In particolare Il fagottista Sebastian Diguez (unico studente di questo difficile strumento nella nostra zona) ha convinto per il suono già autoritario e per nulla offuscato dai più sonori pianoforte e sax con cui si è esibito; da notare anche che i sassofonisti hanno già dato prova di una iniziale personalizzazione del timbro dello strumento (prerogativa questa dei professionisti): suono vellutato ed elegante per Sara Tesini, incisivo per per Matteo Sacchetti, Gabriele Ilinca, Andrea De Valeri e Francesco Sechi, scorrevole e rapido per Martina Perrelli, scuro e robusto per Eugenio Colletta, equilibrato e piacevole per Miriam Bellomo, solistico e brillante per Simone Cama e Christian Di Giammatteo.
Il gruppo dei clarinetti, composto da Gianluca Mogliè, Giulia Lustrino, Rebecca Benfatti, Lucia Rossi, Davide Russo, Roberto Monina, Dea Ciancamerla, Diego Agizza e Marina Dari, arricchito dalla presenza di Sara Tesini al sax contralto, Cristina Ciufoletti al flauto traverso e Martina Longhitano e Matteo Gabor alle percussioni, si è esibito in due brani dal carattere diametralmente opposto: un severo e rigoroso “Canone” sul famosissimo tema “Frère Jacques”, e una ironica interpretazione della altrettanto celebre tema di Henry Mancini “The Pink Panther”. Il gruppo ha compreso l’importanza della collaborazione, della divisione dei ruoli, del costruire insieme divertendosi con serietà, per divertire … e siamo solo all’inizio!
Sergio Cozzi, Antonella Frabotta, Michele Muscolino
