Acconciatura ed estetica, Cna e associazioni dell’artigianato lanciano la petizione - Terzo Binario News

In vista del Dpcm di prossima emanazione, CNA e le altre associazioni di rappresentanza dell’artigianato – Confartigianato e Casartigiani – si
mobilitano a sostegno del settore benessere, promuovendo una petizione
affinché la riapertura delle imprese in zona rossa possa arrestare il
dilagare dell’abusivismo.

“La chiusura delle attività legali sta incentivando il lavoro a domicilio da
parte di soggetti che si improvvisano parrucchieri ed estetisti ma non ne
posseggono i requisiti professionali e non rispettano le norme di sicurezza
per poter svolgere l’attività né tantomeno i protocolli anti Covid adottati dal
governo, contribuendo in tal modo alla diffusione del virus. Il settore, a
tutela di clienti e dipendenti, si è dotato di tutte le garanzie necessarie a
riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza,
rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie”,
affermano i promotori della raccolta di firme.

“Sarebbe a questo punto ingiustificato che il governo confermasse il
divieto di apertura di tali attività nelle zone rosse e altrettanto
incomprensibile sarebbe reiterare la discriminazione che nei decreti dello
scorso autunno aveva portato alla chiusura dei soli centri estetici. Inoltre,
a causa delle difficoltà economiche in cui versano le imprese,
procrastinare la chiusura delle attività rappresenterebbe una condanna a
morte per molte imprese del settore. Le imprese – sottolineano – non
riusciranno a resistere ancora per molto”.

Da qui la richiesta al governo di “segnali immediati di attenzione,
permettendo ai saloni di acconciatura e ai centri estetiste di riprendere la
propria attività anche in zona rossa”.

È possibile firmare la petizione a questo link .
CNA Benessere e Sanità è intervenuta ripetutamente, anche nelle ultime
settimane, per denunciare la totale disattenzione del governo nei confronti
delle imprese di acconciatura ed estetica e il dilagare dell’abusivismo,
favorito proprio dalla chiusura delle attività legali.

Pubblicato mercoledì, 31 Marzo 2021 @ 13:31:48     © RIPRODUZIONE RISERVATA