Canone evaso e abusi edilizi, l'ANAC e il commissario Vulpiani "indagano" su sette concessioni balneari a Ostia • Terzo Binario News

Canone evaso e abusi edilizi, l’ANAC e il commissario Vulpiani “indagano” su sette concessioni balneari a Ostia

Apr 27, 2016 | Cronaca, Ostia, Roma

mare ostiaSono sette le ordinanze di decadimento delle concessioni balneari, avviate per altrettanti stabilimenti di Ostia. All’ordine del giorno, il mancato pagamento del canone e una serie infinita di abusi edilizi.
E’ il risultato conclusivo dell’istruttoria della commissione straordinaria composta da tecnici del Municipio, Agenzia del Demanio, polizia locale e Capitanerie di porto, presieduta dal commissario straordinario Domenico Vulpiani.
Per gli stabilimenti, adesso, ci sono dieci giorni di tempo per formalizzare la posizione e mettersi in regola. L’avvio delle ordinanze di decadimento deriva dai primi 50 controlli effettuati, ma le istruttorie proseguono, secondo i bene informati.
Del resto, si vocifera di un’istruttoria dell’Anticorruzione pervenuta nei giorni scorsi a Roma Capitale, esattamente sulle scrivanie del X Municipio, e in Prefettura, nella quale si rileverebbe che nell’affidamento dei servizi balneari nelle spiagge libere di Ostia emergono “numerosi profili di illegittimità”, come ad esempio “assenza negli atti di gara di qualsiasi indicazione sul valore economico della concessione, dubbi sulle verifiche antimafia e mancato rispetto delle disposizioni sulle commissioni di gara”. Anomali che sono definite “elementi sintomatici dei fattori di rischio di corruzione”.
L’Anac starebbe approfondendo un bando che riguarda l’affidamento triennale dei servizi dal 2014 al 2016, ed era suddiviso in 8 lotti, ognuno relativo a un tratto di arenile. Alcuni dati: 19 i plichi pervenuti e 11 i concorrenti esclusi, elementi che hanno provocato un contenzioso.
Tra le anomalie, l’assenza dell’indicazione del valore della concessione, che serve a garantire condizioni di trasparenza e parità di trattamento nella gara: se questo dato non è riportato negli atti di gara, è “arduo” per gli operatori fare un’offerta per parteciparvi e nel caso specifico, rileva l’Autorità anticorruzione, “risulta difficile comprendere come i concorrenti abbiano potuto redigere il business plan”, ossia un progetto di sviluppo, previsto dal bando. Tale progetto, tra l’altro, doveva essere valutato attraverso un punteggio. Ma nessun punteggio è stato attribuito all’elemento prezzo, il che “ha reso del tutto discrezionale la valutazione delle offerte”.